Londra, per il governo il nuovo sistema di immigrazione è un successo

Manca personale in tutte le aree, fare i visti è costoso per i datori di lavoro, molti dei quali si sono trasferiti all’estero se per loro avere accesso a personale che parla lingue europee è importante, praticamente tutte le aziende per le quali ho lavorato in passato sono ora a Dublino o Amsterdam. In alcuni caso hanno proprio chiuso la sede di Londra. Non erano aziende gigantesche e in media avevano solo 150-200 dipendenti ciascuna, ma sono sempre posti di lavoro andati via.

Nel recruitment molti hanno difficoltà perché trovano la persona adatta (spesso per posizioni che pagano oltre 80 mila sterline) tutto procede bene, ma alla fine l’Home Office decide di non dare i visti, per motivi sconosciuti a tutti. Quando un recruiter lavora a commissione, questo diventa anche un grosso colpo a livello economico, può aver dedicato settimane a cercare di fare l’affare. Conosco diverse persone nel recruitment ad alto livello e a tutti è successo una cosa del genere almeno una volta. Ed erano persone qualificate in settori nicchia, con un CV altro un pollice.  Il punto è che la tanto lodata idea del global talent è da prendere un po’ con le pinze. Specialmente quando sono stati anche rifiutati visti a scienziati  e professori che dovevano solo venire nel Regno Unito per periodi brevi per partecipare a conferenze o progetti. Se la cosa non continua ora è solo che a causa della pandemia non ci sono state conferenze.

Il governo però ritiene che tutto questo stia funzionando perfettamente e inoltre sta facendo il volere del popolo. Allora, sono sempre sospettosa del ‘volere del popolo’ visto che  non tutti sono esperti in tutto e in questo caso molti casi molti che hanno votato per la Brexit sono spesso pensionati che abitano in zone dove ci sono pochi immigrati. In poche parole i meno toccati dalla cosa, a meno che non si ritrovano a dover avere una badante nei prossimi anni.

Vediamo che ha dichiarato oggi il governo:

Un anno fa, il governo ha lanciato il sistema di immigrazione a punti e ha aperto lo Skilled Worker Visa, segnando il più grande cambiamento del Regno Unito nella politica di immigrazione nella storia recente.

Dodici mesi dopo, questo ha realizzato le priorità del popolo di attirare i migliori talenti da tutto il mondo, incoraggiando le aziende a investire nella forza lavoro britannica. 

Il nuovo sistema di immigrazione a punti significa che il sistema di immigrazione britannico è ora sotto il controllo del governo del Regno Unito. (Lo è sempre stato, il governo britannico ha sempre potuto decidere l’immigrazione extracomunitaria. In ogni caso a differenza di quasi tutti gli altri paesi della UE aveva deciso di non mettere paletti o di dare una residence card agli europei. Se avevano deciso di non avere controllo, era una scelta totalmente interna.) Ciò ha dato alle aziende britanniche la libertà di assumere e impiegare persone in base alle competenze e al talento che offrono, piuttosto che basare le decisioni di assunzione sul paese di provenienza. (Potevano farlo anche prima, se non trovavano europei con i talenti necessari, potevano prendere un indiano o uno statunitense).

Il ministro Priti Patel ha dichiarato:

L’uscita dall’Unione Europea ci ha permesso di porre fine alla libertà di movimento e di introdurre un nuovo sistema di immigrazione a punti per controllare chi può entrare legalmente nel nostro Paese.

Un anno dopo, il nostro sistema sta rendendo più facile per le aziende assumere le competenze e i talenti di cui hanno bisogno (assolutamente no! è un incubo trovare personale), incentivando al contempo gli investimenti nella nostra forza lavoro domestica, aumentando i salari in tutto il paese (si vero, ma stanno anche aumentando i prezzi di tutto, con per esempio ristoranti che parlano di aumenti fino al 20% per compensare l’aumento degli stipendi e del costo delle importazioni. Alla fine uno stipendiato non vede grandi vantaggi, non tutti sono come i deputati che possono darsi aumenti del 10% in un colpo solo).

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