Londra, ristoranti che non possono aprire per mancanza di personale

Ci sono diversi ristoranti che non possono aprire a Londra per il semplice motivo che non hanno abbastanza personale. Altri devono fare gli orari ridotti. Sono i ristoranti di tutte le categorie a soffrire, ma soprattutto quelli di lusso, non possono assumere il primo che passa. 

La BBC ha segnalato la storia di un ristorante famoso di Londra che ha deciso di non aprire all’ora di pranzo per mancanza di personale. Aveva 30 dipendenti, ora ne ha solo 12 e non riesce a trovarne altri.

“David Moore, il fondatore di Pied à Terre a Londra, ha dichiarato di aver deciso di interrompere il menu di pranzo del ristorante per “preservare” la sua forza lavoro esaurita .

Il signor Moore è l’ultimo di numerosi proprietari di attività ricettive a sollevare preoccupazioni carenza di personale.

“Hai difficoltà a superare tutto ciò che abbiamo dovuto affrontare con il Covid, e poi torni e ti prendi un altro calcio nei denti, ” ha detto il signor Moore.”

Intanto si apre qualsiasi giornale locale e si legge di ristoranti costretti a rimanere chiusi totalmente o parzialmente per mancanza di personale. Sono in particolare i camerieri e cameriere a mancare.

Il signor Moore ha anche aggiunto che la ” Brexit è stata “sicuramente il più grande” fattore alla base della carenza di personale, e ha affermato che il “cuore” del settore dell’ospitalità sono stati i “ragazzini” che venivano dall’estero per lavorare in ristoranti e bar per acquisire esperienza di vita e nuove competenze.

Questi erano settori che avevano sempre problemi di personale, senza il flusso continuo di persone dell’Unione Europea non avrebbero sopravvissuto.  Anche alcuni proprietari di locali che avevano votato per la Brexit (come Tim Martin di Wetherspoons) ora si lamenta che non ha personale.  Ora si lamentano che mettono annunci per cercare personale e non risponde quasi nessuno, quando risponde qualcuno spesso poi non si presenta al colloquio.

Il governo intanto ripete la solita cosa che i datori di lavoro non dovrebbero contare sulla forza lavoro estera, ma piuttosto prendere i lavoratori locali e puntare sulla formazione. Ma se i lavoratori locali nemmeno si presentano ai colloqui come fanno a formarli?

Aspettiamo di vedere quanto tempo ci vuole prima che cambino idea sulle leggi dell’immigrazione. Il problema fino ad ora è stato nascosto per via della pandemia, ma se l’economia ritorna come prima, chi farà il barista?

Daniela Mizzi
Nel Regno Unito dal 1991, grande viaggiatrice e amante dell'avventura. Lavorato in diversi settori dall'amministrazione al settore pubblicitario.

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