Londra, scienziati chiedono restrizioni, governo dice di no

Ora vediamo quanto riesce a resistere Boris Johnson prima di fare un’altra marcia indietro. Il premier vuole assolutamente salvare il Natale, non tanto per il bene dei cittadini, ma per l’economia. Solo mercatini, spettacoli e altre iniziative natalizie portano valgono ben £18 miliardi.

Gli scienziati continuano a sbraitare di chiedere a tutti di lavorare da casa, ma se la gente si chiude in casa di nuovo, difficilmente spenderà soldi al Winter Wonderland, al ristorante o al pub.

Gli esperti di scienza hanno avvertito che potrebbero essere necessarie ulteriori restrizioni per combattere il ceppo e che il consiglio di lavorare da casa, che Boris Johnson si rifiuta di introdurre. Vuole prendere la decisione dopo il 20 dicembre quanto si ha una maggiore idea di come potrà essere l’effetto di Omicron.

Certo, se le cose andassero male avrebbe solo pochi giorni per fermare il Natale e tanti temono di dover cambiare i piani all’ultimo momento. Una cosa che potrebbe cambiare e avrebbe un grosso impatto sugli italiani nel Regno Unito, sarebbe la necessità di fare un secondo tampone all’arrivo nel Regno Unito e di dover fare quarantena fino a quando non si ha il risultato.

Ora basta fare un tampone entro due giorni e fare quarantena fino a quando non si ha un risultato negativo. Per gli scienziati e la Scozia e il Galles due giorni non bastano visto che l’incubazione è di 5-7 giorni e stanno mettendo pressione sul governo di Londra di cambiare le regole per gli arrivi.

Gli scienziati affermano che è “altamente probabile” che il ceppo con mutazioni multiple possa resistere all’immunità del vaccino almeno relativamente come per la variante Delta.

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