La prigione di Marshalsea a Borough

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In questo caso bisogna proprio dire, fortunatamente scomparsa. Infatti prigione di Marshalsea era la prigione dei debitori e dei traditori cattolici. Aperta nel 1300 occupava due edifici in quella che ora si chiama Borough High Street e fu chiusa nel 1842.

prigione di Marshalsea

Le condizioni erano paurose, in teoria chi poteva permetterselo poteva frequentare il bar della prigione e anche uscire, ma la maggioranza era in galera per debiti e quindi erano rinchiusi in cella per anche decenni.

Nel 1729, 300 persone morirono nel giro di pochi mesi nella prigione di Marshalsea, e in media 2 o 3 morivano ogni giorni, di più quando faceva caldo, con la mancanza di finestre il clima diventava insopportabile.

John Dickens

creditori, il 20 febbraio 1824 John Dickens fu imprigionato nella prigione di Marshalsea Prison per debito (in base all’Insolvent Debtor’s Act of 1813),

La prigione di Marshalsea era privata e i prigionieri dovevano pagare la permanenza.  Soprattutto nei casi dei debitori l’intera famiglia veniva imprigionata, ci sono stati casi di bambini nati in prigione e morti in prigione.

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Il fatto che dovevano pagare per stare in prigione vuol dire che i pochi soldi che potevano fare lavorando in prigione ritornavano alla prigione stessa, mentre i loro debiti esterni aumentavano. Si trovavano quindi in un circolo vizioso che terminava solo con la morte.

Immagine:By Gaols Committee [Public domain], via Wikimedia Commons

Molti debitori se incapaci di pagare venivano anche torturati e puniti. Ai prigionieri veniva dato da mangiare solo tre volte alla settimana.  Centinaia di persone morirono di fame all’interno della prigione.

Dickens e la prigione di Marshalsea

Nel 1812 la vecchia Marshalsea Prison chiuse  e riaprì in un edificio nuovo che si trovava vicino, sempre a Borough. La nuova prigione fu descritta bene da Charles Dickens nel libro Little Dorrit. Dickens conosceva bene Marshalsea Prison, infatti il padre e la famiglia furono imprigionati per tre mesi per debito.

Oltre a Dickens, anche il commediografo Ben Johnson, amico di Shakespeare fu imprigionato qui per aver scritto una commedia ritenuta non appropriata, The Isle of Dogs, della quale non rimangono copie.

Della prigione ora rimane solo un muro.

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