a voi la parola (1)

Mi chiamo Roberta e ho conquistato Londra

Mi chiamo Roberta e ho conquistato Londra . Se vi chiedete che cosa voglio dire pensate ai vari giornali italiani che puntualmente affermano che c’è un italiano o pugliese o romano che ha conquistato Londra. Dopo con calma, leggete l’articolo è scoprìte che il tale o la tale hanno semplicemente presentato una loro idea un loro prodotto., piatto o design davanti a 20 persone e hanno avuto applausi. E un prodotto potrebbe essere un’app per chi ha bisogno di acquistare vino appositamente progettato per i diabetici oppure una pizza con pecorino, ma senza lattosio incluso. Mentre per me il verbo conquistare significa un’altra cosa.

Avrei l’immagine mentale di mezza Londra parla solo di questa pizza al pecorino senza lattosio e i supermercati pieni di gente che la cerca, queste sono le iperboli che trovi sui giornali italiani e che non fanno altro che promuovere un mito solo vero in parte. Che Londra aspetta solo noi italiani.

È verissimo che ci sono italiani che hanno avuto successo a Londra, se per successo si intende hanno una buona carriera, un buon lavoro guadagnano bene, ma di italiani che hanno veramente conquistato Londra non me ne vengono in mente tanti.

Quello che i giornali spesso si dimenticano è la massa di italiani che vive a Londra e che non ha proprio conquistato niente, cioè che piaccia o no, ho ancora amici che laureati e anche in alcuni casi pluri laureati stanno ancora lavorando per catene come Starbucks. Quasi sicuramente hanno fatto anche un po’ di carriera all’interno di queste catene, ma avrebbero potuto farlo anche senza le due lauree. Anche volendo essere super ottimisti non si può dire che abbiano conquistato Londra e nemmeno Starbucks. Sapendo comunque che questi sono i tipi di lavoro che i britannici fanno al massimo part time quando studiano.

Da anni esiste questa promozione del mito Londra e del mito inizio dal basso e lavorando sodo arrivo in alto, grazie alla meritocrazia e comunque fanno sentire male glil italiani che aLondra vive , vivacchia , sopravvive, ma sicuramente non si sente come Alessandro Magno.

Sarebbe bello vedere un po’ di moderazione quando si descrivono le esperienze dei nostri connazionali all’estero basta iperbole basta esagerazioni, cerchiamo di rimanere realisti. Ora ci ha pensato la brexit, non è più possibile venire a Londra e cominciare dal basso, i requisiti per avere un visto sono sapere almeno un po’ di inglese, esperienza ed esperienza solo in certi settori non in tutti, questo esclude la stragrande maggioranza di italiani che sarebbero venuti negli anni passati.

Quindi nonostante io sia contraria alla Brexit ritengo che questa cosa abbia dei risvolti positivi, non arriva più con la massa degli italiani spesso senza preparazione e anche sprovveduta che viene a farsi sfruttare, imbrogliare, truffare spesso senza avere risultati né per quanto riguarda la carriera e nemmeno per la conoscenza dell’inglese. Sono contenta in un certo senso per i molti italiani giovani che eviteranno di cadere in questa trappola. Se lavorano tanto come ho visto molti italiani lavorare a Londra, farebbero comunque carriera in qualsiasi altro posto del mondo.

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