walbrookDa quanto tempo sei a Londra/UK e come ti trovi?

Da oltre 3 anni.

Che aspettative/piani avevi al momento della partenza?

Venni qui con un progetto di 6 mesi-1 anno, per la lingua. Miravo ad un’esperienza in USA come educatrice professionale e mi mancava l’elemento inglese per completare il mio CV. Poi ho deciso di restare qui.

Foto: © Copyright David Williams and licensed for reuse under this Creative Commons Licence.

Quanto pensi di rimanere e se vuoi andare via, dove andresti?

Non lo so ancora. Ci sono certi elementi qui in UK con i quali proprio non riesco ad accordarmi e ad abituarmi.

Che lavoro fai e come l’hai trovato?

Lavoro con i bambini ma sto sistemando delle cose burcratiche per il “salto di qualità”

Che tipo di lavoro volevi?

Se potessi tornare indietro studierei medicina ma non è andata così. Sono molti i lavori a cui potrei essere interessata. Sicuramente non mi interessa lavorare nell’hospitality.

In base alla tua esperienza, consiglieresti ad altri di venire a Londra/UK e perche’?

Più che venire o non venire, chiederei a queste persone le motivazioni e di come si stanno preparando ad affrontare questa città che non fa coccole né elargisce carezze

In generale, quali sono i lati positivi della tua permanenza a Londra/UK?

Ho un lavoro e, piano piano me ne sto rendendo conto, almeno nel mio settore e con il mio cv, quando concludo una collaborazione o decido di iniziare a cercarmi altro, al massimo entro un paio di mesi riesco a trovare un’offerta valida. Inoltre qui posso fare tante cose che in Italia non riuscivo: teatri, musei, unlimited card per andare al cinema, amici a cui non rinuncerei, mi incontro ogni giorno con culture diverse dalla mia e imparo cose nuove, apro la mente, ho imparato a lamentarmi il meno possibile e ora so quanta forza interiore io abbia.

Sempre in generale, quali sono invece i lati negativi?

Essendo italiana, la qualità di cibo (italiana),  il tempo e il mare sono le cose di cui sento la mancanza. Poi, gli affitti sono alle stelle, a volte si ha la sfortuna di condividere l’abitazione con persone che hanno abitudini completamente diverse dalle proprie (sia per gli orari, sia per l’igiene ecc). Quando si è così sfortunati bisogna darsi da fare per cambiare la propria situazione in meglio.
Una cosa che mi infastidisce è il loro uso smisurato delle parole “sorry” e “thank you”, non perché non sia una persona educata io stessa, piuttosto perché davvero credono che siano le “paroline magiche”, come quando eravamo bimbi, che con esse tutto si risolve. A mio avviso, non è così.
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Se  abiti in UK e vuoi anche tu raccontare la tua esperienza puoi compilare questo breve questionario

Queste sono risposte al nostro sondaggio e non necessariamente sottoscriviamo a ciò che viene detto, pubblichiamo le risposte per dover di cronaca e per dare la parola a tutti

Se vuoi anche tu un lavoro a Londra o nel Regno Unito, leggi qui

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4 Commenti

  1. Brava, ehehe..sono d’accordissimo per quanto riguarda i “sorry” e i “thank you”, e anche con tutto il resto che hai scritto a dire il vero ; ) Auguroni!

  2. Brava, ehehe..sono d’accordissimo per quanto riguarda i “sorry” e i “thank you”, e anche con tutto il resto che hai scritto a dire il vero ; ) Auguroni!

  3. gli affitti sono cari impossibile negarlo ma nulla di diverso rispetto a Roma o Milano. I vari “sorry” e “thank you” lo so suonano strani i primi tempi, non siamo abituati a essere circondati da persone educate. In bocca al lupo per il salto di qualità! 😀

  4. gli affitti sono cari impossibile negarlo ma nulla di diverso rispetto a Roma o Milano. I vari “sorry” e “thank you” lo so suonano strani i primi tempi, non siamo abituati a essere circondati da persone educate. In bocca al lupo per il salto di qualità! 😀

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