“Non è vero che qui tutti ce la fanno”

Da quanto tempo sei in UK e come ti trovi?
Da un anno.
Che tipo di lavoro fai e come l’hai trovato?
Inizialmente ho lavorato nei ristoranti, poi grazie ad alcune conoscenze dall’Italia ho trovato un lavoretto come baby sitter.
Secondo te quali sono i principali lati negativi di Londra/UK?
E’ una città molto difficile e competitiva. Molti partono alla volta di Londra illusi dal falso mito che qui sia una sorta di Isola felice in taxi di londracui ogni sogno può realizzarsi, in realtà questa è una vera e propria giungla in cui sopravvivere non è semplice e arrivare è ormai diventato quasi impossibile.
E quali sono i lati positivi?
Mostre, musei e una miriade di cose da fare. Il problema è che per vivere la Londra vivace è essenziale avere tempo e una discreta possibilità economica, quindi alla fine gli aspetti positivi di questa città se li godono solo i turisti.
Se dovessi rifare tutto verresti ancora a Londra/UK?
Credo sia un’esperienza da fare assolutamente! Purtroppo la situazione non è più quella di dieci anni fa, di tutti coloro che arrivano qui in cerca di fortuna, forse soltanto l’uno per cento riesce ad arrivare, il resto subisce una società estremamente classista e un mercato del lavoro meno disastrato di quello italiano ma senza dubbio iper inflazionato. Credo comunque che Londra non sia per tutti, ma fin quando non la vivi realmente non puoi scoprirlo quindi vale la pena tentare, anche solo per fare un viaggio importante alla scoperta di se stessi. Vivere qui significa conoscere la tolleranza, imparare cosa significhi cavarsela da soli e ti mette di fronte, spesso in modo anche cruento, agli aspetti più duri della vita, aspetti che prescindono dalla località geografica.
Ritorneresti in Italia?
Sto pianificando il rientro e non vedo l’ora di sbarcare in Italia. La cosa più importante che mi ha dato questa esperienza londinese è la capacità di ricominciare ad avere speranza nel mio Paese, una speranza che avevo perso. Un anno a Londra mi ha aiutata a comprendere che il mio futuro ho voglia di costruirmelo in Italia e che tutta la determinazione e la tenacia che ho investito in una città che non è la mia, adesso voglio investirla nel mio Paese. Se sono riuscita a cavarmela qui, non vedo più ostacoli insormontabili a ‘casa’.
Che consigli daresti a chi sta pensando di trasferirsi a Londra/UK?
Consiglio di partire senza troppe aspettative, senza false illusioni. Non è vero che qui tutti ce la fanno, non è vero che qui il lavoro è dietro l’angolo e soprattutto non è vero che qui vige la meritocrazia. Certo, non siamo ai livelli scandalosi dell’Italia, ma anche qui, come credo nel resto del mondo, le conoscenze contano. Partite con la consapevolezza che incontrerete moltissime difficoltà ogni giorno, con la consapevolezza che, contrariamente a ciò che si crede, Londra non è la valle dell’oro, anzi, al contrario. L’unico e insindacabile tesoro di cui vi arricchirete è il valore inestimabile di un viaggio che vi farà crescere…esattamente come qualsiasi viaggio in cui si può contare solo sulle proprie forze. Personalmente consiglierei a chi stesse pensando di venire qui, di farlo solo per trovare quella motivazione necessaria ad impiegare le forze nel nostro Paese che sì, ha molti problemi è vero, ma ha delle potenzialità che se sfruttate lo renderebbero dieci spanne avanti agli anglosassoni.

 

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2 commenti su ““Non è vero che qui tutti ce la fanno””

  1. La meritocrazia esiste solo se hai dei meriti, se non ne hai allora per te non esistera’ mai. Se hai meriti arrivare non e’ impossibile come scrivi tu, ma piuttosto facile

  2. Molti italiani vengono Londra e ripartono entro 2 o 3 anni, quasi tutti. Non trovano un lavoro che paga abbastanza per vivere bene, la paga minima non basta ragazzi.

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