Quando sei venuto/a a Londra/Regno Unito?

nel 2015

Come hai cercato una sistemazione fissa e hai avuto problemi?

affitto un appartamento con mia cugina

Come hai cercato lavoro?

porta a porta e internet
 Quanto tempo ci hai messo a trovare il tuo primo lavoro?

2 giorni per il primo lavoro

Che tipo di esperienza di lavoro o titoli di studio avevi all’arrivo?
laurea in economia e lavoretti, in Italia non fanno fare esperienza ai giovani

Come era il tuo inglese scritto e parlato al tuo arrivo?

Mediocre

Quale e’ stato il tuo primo lavoro? E che lavoro stai facendo adesso?

kitche porter e ora lavoro in un supermercato

Come definiresti la tua esperienza a Londra/Regno Unito fino ad ora? E per quali motivi?

Dura, pensavo di trovare di meglio con una laurea in economia, credo ci sia discriminazione contro gli italiani. Serviamo ma solo a fare lavoro non cerebrale.

Consiglieresti ad altri di partire per Londra/Regno Unito e per quali motivi?

Se vogliono fare un’esperienza, sicuramente qua lavoro si trova, lavoro poco bello e poco remunerativo ma si trova.

 Potresti dare due consigli utili a chi deve ancora partire?

Sapere bene che volete e non fatevi troppe illusioni, qui siete stranieri e non vi faranno favori

Queste sono risposte al nostro sondaggio e non necessariamente sottoscriviamo a ciò che viene detto, pubblichiamo le risposte per dover di cronaca e per dare la parola a tutti

Se vuoi anche tu un lavoro a Londra o nel Regno Unito, leggi qui

Puoi anche tu compilare questo sondaggio qui sotto

22 Commenti

  1. Non sono d’accordo, non è vero che gli italiani sono discriminati, è una sciocchezza bella e buona. E’ pieno zeppo di italiani (e non, ovviamente) che riescono a fare carriera e a trovare il lavoro che desiderano, ma invece di lamentarsi e di adagiarsi solo perché hanno una laurea in tasca si rimboccano le maniche e colmano eventuali lacune per poter andare avanti e raggiungere il loro obiettivo. Avere una laurea non ti schiude automaticamente le porte del mondo del lavoro, mi dispiace, servono anche altre qualità. Per trovare un lavoro “cerebrale” devi migliorare l’inglese, continuare a studiare, essere umile e stilare un piano di battaglia per accedere ad un lavoro più prestigioso, perché fidati, è pieno di gente in gamba (perfino senza laurea, italiani e non) che ha saputo realizzare i suoi sogni a Londra.

    • Non fanno discriminazioni? Pfft hahahahahaha
      Spero tu scherzi. Le discriminazioni le fanno eccome. Non contro italiani direttamente, contro tutti. Leggiti il bellissimo articolo di SaraTRula, molto informativo e scritto bene, informa sul punto di vista dei datori di lavoro britannici e come scremano sui CV

      • Non intendevo questo. E con umiltà intendevo dire che non si può pretendere di venire a Londra con una laurea in tasca e pensare che basti quella per fare carriera, e non è mera esperienza personale. Per quanto riguarda le discriminazioni, mi dispiace di nuovo ma non scherzavo, non sono d’accordo, e mi fa abbastanza ridere questo discorso perché gli italiani sono i primi a discriminare in Italia. Vedo un sacco di gente proveniente da tutto il mondo fare carriera, in tre anni nessuno mi ha mai chiesto nulla sulla mia nazionalità, anche perché è proibito. Purtroppo altre nazionalità/culture/etnie sono fortemente discriminate, e qui siamo d’accordo. Io non sto dicendo che Londra sia la città delle favolette dove l’integrazione è realtà e tutti vivono felici l’uno accanto all’altro, anzi, è una città profondamente ingiusta con una marea di disuguaglianze, economiche e sociali. Ho solamente risposto al commento di una ragazza laureata che si lamentava di non trovare lavoro a Londra, parliamo quindi expat “fortunati” che provengono da realtà avvantaggiate, come lo può essere l’Italia (se paragonata ad altri Paesi del mondo, è comunque ancora la terza economia dall’eurozona). Se poi vogliamo estendere il discorso anche a coloro che arrivano a Londra senza un cent in tasca e fanno quei famosi lavori sottopagati-che.nessuno-vuole-fare con conseguente traguardo Brexit, andremmo OT, ma parliamone. Leggerò l’articolo di Sara Trula, con molto piacere, io ti consiglio “This is London” di Ben Judah.

        • Infatti io mi riferivo a discriminazioni in generale, non legate alla nazionalita’ italiana. Da ora in poi avere una cittadinanza EU sara’ come avere una croce addosso e in questo casa la razza sara’ irrilevante. Londra funziona come un mondo a parte, e la dovresti considerare un’eccezione. Nel resto del Regno Unito, abusi della legislazione in materia di discriminazione di sesso, razza e nazionalita’ sono comuni quanto in Italia. Ne potrei citare tanti; perche’ non vengono denunciati? Perche’, come in Italia, ci rimette l’impiegato. Il Legal Aid non e’ piu’ possibile averlo (a meno che non sei in benefits e anche li… ci sono casi e casi) e quindi davanti alla discriminazione resta solo una scelta… provare altrove e trovare il posto di lavoro dove non discriminano.
          Sono d’accordo che la ragazza pretendeva troppo, ma mi sembrava giusto commentare che anche se lei esagera, il tuo commento rispecchia la tua singola esperienza e non quella di molti altri.
          Mi comprero’ quel libro, grazie per la segnalazione!

          • Gli inglesi hanno votato e hanno deciso che non vogliono immigrati, basta rispettate il voto e andatevene. Siete a casa degli altri, rispettateli e fate meno capricci! Mi sembrate tutti bambinetti viziati.

            • Ma che stai a dire!! Sono a casa di mio marito, British da sette generazioni, che faccio secondo te, lo faccio diventare immigrato o divorzio?
              Una regola da tenere in mente sarebbe di attaccare quel piccolo cervello che avete prima di scrivere, anche su internet. Invece di insultare gli altri da dietro uno schermo, fatti un’esame di coscienza.

              • Gli inglesi non vogliono gli immigrati che chiedono benefit, nn hanno voglia di fare niente o non imparano la lingua. Se siete capaci, volenterosi e vi integrate nessuno vi discrimina qui mai e po mai. Se vi sentite discriminati in un paese giusto e civile come l’Inghilterra probabilmente non avete molta voglia di lavorare

          • Ciao scusa ho letto solamente adesso la risposta. Sugli aspetti da te citati, a livello generale, sono pienamente d’accordo; sicuramente l’esperienza personale non conta, ovvio, però il tipo di discriminazione di cui parlava la ragazza che ha inviato il questionario non era esattamente da considerarsi “testata” e basata su dati solidi e comprovati bensì su una percezione generale derivante da una singola esperienza personale. Comunque sia, non voglio girare intorno alla stessa solfa; n aggiunta a quanto da te sottolineato, oltre alle discriminazioni, che purtroppo è vero, esistono anche in UK, ci sono anche le discutibili policy riguardanti i giorni di malattia, ma qui rischio di andare OT. Buona serata

    • Concordo. Tra l’altro sperare di trovare un buon lavoro sapendo poco inglese mi pare molto ingenuo, è ovvio che all’inizio dovrai fare lavori più umili per imparare la lingua, non vedo perchè dovresti essere privilegiata…

  2. Non sono d’accordo, non è vero che gli italiani sono discriminati, è una sciocchezza bella e buona. E’ pieno zeppo di italiani (e non, ovviamente) che riescono a fare carriera e a trovare il lavoro che desiderano, ma invece di lamentarsi e di adagiarsi solo perché hanno una laurea in tasca si rimboccano le maniche e colmano eventuali lacune per poter andare avanti e raggiungere il loro obiettivo. Avere una laurea non ti schiude automaticamente le porte del mondo del lavoro, mi dispiace, servono anche altre qualità. Per trovare un lavoro “cerebrale” devi migliorare l’inglese, continuare a studiare, essere umile e stilare un piano di battaglia per accedere ad un lavoro più prestigioso, perché fidati, è pieno di gente in gamba (perfino senza laurea, italiani e non) che ha saputo realizzare i suoi sogni a Londra.

    • Non fanno discriminazioni? Pfft hahahahahaha
      Spero tu scherzi. Le discriminazioni le fanno eccome. Non contro italiani direttamente, contro tutti. Leggiti il bellissimo articolo di SaraTRula, molto informativo e scritto bene, informa sul punto di vista dei datori di lavoro britannici e come scremano sui CV

      • Non intendevo questo. E con umiltà intendevo dire che non si può pretendere di venire a Londra con una laurea in tasca e pensare che basti quella per fare carriera, e non è mera esperienza personale. Per quanto riguarda le discriminazioni, mi dispiace di nuovo ma non scherzavo, non sono d’accordo, e mi fa abbastanza ridere questo discorso perché gli italiani sono i primi a discriminare in Italia. Vedo un sacco di gente proveniente da tutto il mondo fare carriera, in tre anni nessuno mi ha mai chiesto nulla sulla mia nazionalità, anche perché è proibito. Purtroppo altre nazionalità/culture/etnie sono fortemente discriminate, e qui siamo d’accordo. Io non sto dicendo che Londra sia la città delle favolette dove l’integrazione è realtà e tutti vivono felici l’uno accanto all’altro, anzi, è una città profondamente ingiusta con una marea di disuguaglianze, economiche e sociali. Ho solamente risposto al commento di una ragazza laureata che si lamentava di non trovare lavoro a Londra, parliamo quindi expat “fortunati” che provengono da realtà avvantaggiate, come lo può essere l’Italia (se paragonata ad altri Paesi del mondo, è comunque ancora la terza economia dall’eurozona). Se poi vogliamo estendere il discorso anche a coloro che arrivano a Londra senza un cent in tasca e fanno quei famosi lavori sottopagati-che.nessuno-vuole-fare con conseguente traguardo Brexit, andremmo OT, ma parliamone. Leggerò l’articolo di Sara Trula, con molto piacere, io ti consiglio “This is London” di Ben Judah.

        • Infatti io mi riferivo a discriminazioni in generale, non legate alla nazionalita’ italiana. Da ora in poi avere una cittadinanza EU sara’ come avere una croce addosso e in questo casa la razza sara’ irrilevante. Londra funziona come un mondo a parte, e la dovresti considerare un’eccezione. Nel resto del Regno Unito, abusi della legislazione in materia di discriminazione di sesso, razza e nazionalita’ sono comuni quanto in Italia. Ne potrei citare tanti; perche’ non vengono denunciati? Perche’, come in Italia, ci rimette l’impiegato. Il Legal Aid non e’ piu’ possibile averlo (a meno che non sei in benefits e anche li… ci sono casi e casi) e quindi davanti alla discriminazione resta solo una scelta… provare altrove e trovare il posto di lavoro dove non discriminano.
          Sono d’accordo che la ragazza pretendeva troppo, ma mi sembrava giusto commentare che anche se lei esagera, il tuo commento rispecchia la tua singola esperienza e non quella di molti altri.
          Mi comprero’ quel libro, grazie per la segnalazione!

          • Gli inglesi hanno votato e hanno deciso che non vogliono immigrati, basta rispettate il voto e andatevene. Siete a casa degli altri, rispettateli e fate meno capricci! Mi sembrate tutti bambinetti viziati.

            • Ma che stai a dire!! Sono a casa di mio marito, British da sette generazioni, che faccio secondo te, lo faccio diventare immigrato o divorzio?
              Una regola da tenere in mente sarebbe di attaccare quel piccolo cervello che avete prima di scrivere, anche su internet. Invece di insultare gli altri da dietro uno schermo, fatti un’esame di coscienza.

              • Gli inglesi non vogliono gli immigrati che chiedono benefit, nn hanno voglia di fare niente o non imparano la lingua. Se siete capaci, volenterosi e vi integrate nessuno vi discrimina qui mai e po mai. Se vi sentite discriminati in un paese giusto e civile come l’Inghilterra probabilmente non avete molta voglia di lavorare

          • Ciao scusa ho letto solamente adesso la risposta. Sugli aspetti da te citati, a livello generale, sono pienamente d’accordo; sicuramente l’esperienza personale non conta, ovvio, però il tipo di discriminazione di cui parlava la ragazza che ha inviato il questionario non era esattamente da considerarsi “testata” e basata su dati solidi e comprovati bensì su una percezione generale derivante da una singola esperienza personale. Comunque sia, non voglio girare intorno alla stessa solfa; n aggiunta a quanto da te sottolineato, oltre alle discriminazioni, che purtroppo è vero, esistono anche in UK, ci sono anche le discutibili policy riguardanti i giorni di malattia, ma qui rischio di andare OT. Buona serata

    • Concordo. Tra l’altro sperare di trovare un buon lavoro sapendo poco inglese mi pare molto ingenuo, è ovvio che all’inizio dovrai fare lavori più umili per imparare la lingua, non vedo perchè dovresti essere privilegiata…

  3. “credo ci sia discriminazione contro gli italiani. Serviamo ma solo a fare lavoro non cerebrale” qui il “problema” è che non ti danno un bel lavoro solo perché hai la laurea, qui la laurea è considerata un extra, la ciliegina sulla torta, la prima cosa che guardano sono le esperienze lavorative e le skills: se stai a zero su questo è ben difficile inserirsi, devi fare un altro corso, una internship magari lavorando a gratis per mesi.
    Non è che chiunque non trova c’è di mezzo la discriminazione, io con laurea e un minimo di esperienza mi hanno accolto a braccia aperte e le aziende dove ho fatto i colloqui si sono scannate per avermi!

  4. “credo ci sia discriminazione contro gli italiani. Serviamo ma solo a fare lavoro non cerebrale” qui il “problema” è che non ti danno un bel lavoro solo perché hai la laurea, qui la laurea è considerata un extra, la ciliegina sulla torta, la prima cosa che guardano sono le esperienze lavorative e le skills: se stai a zero su questo è ben difficile inserirsi, devi fare un altro corso, una internship magari lavorando a gratis per mesi.
    Non è che chiunque non trova c’è di mezzo la discriminazione, io con laurea e un minimo di esperienza mi hanno accolto a braccia aperte e le aziende dove ho fatto i colloqui si sono scannate per avermi!

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