Da quando il governo britannico ha annunciato che la libera circolazione nel Regno Unito terminerà il 31 ottobre stanno girando le voci più strane sui social media e blog italiani.

Allora prima di tutto, sapevamo anche prima che dal momento della Brexit non si sarebbe più potuto venire a lavorare in UK senza permesso. L’unica differenza è che il governo ora dice che non ci sarà un periodo di transizione tra il giorno della Brexit e il 1 gennaio 2021 (quando entreranno in vigore le nuove leggi di immigrazione) se dovesse esserci un Brexit senza accordo (no deal Brexit).

Questo periodo di transizione prevedeva l’esistenza di un permesso di lavoro che non richiedeva qualifiche particolari ma che sarebbe stato comunque temporaneo e non rinnovabile. OK, per chi voleva venire qualche mese a Londra, ma non OK per chi voleva venirci a vivere.

Dal 1 novembre il governo dice che entreranno in vigore permessi di lavoro veri e propri. Come sarà possibile visto che la legge per le nuove leggi di immigrazione non ha ancora finito il suo iter tra Parlamente e Camera dei Lords, non lo sa nessuno.

Alcuni italiani parlano di difficoltà a ritornare a Londra o addirittura ad uscire dal paese. Indubbiamente nella confusione ci saranno coloro che verranno fermati alla frontiera, ci sono già casi di cittadini comunitari che ritornando a casa in UK dalle vacanze vengono bloccati dalle linee aeree perché non hanno il biglietto di ritorno e non hanno un visto.

Ovviamente ci sono impiegati che prendono il lavoro troppo seriamente e che non sanno che ancora la Brexit non è avvenuta e non hanno mai sentito parlare di settled status. Ci saranno casi di questo tipo, senza alcun dubbio, ma nella maggioranza dei casi saranno episodi facilmente risolvibili.

Molti italiani hanno avuto problemi con banche e altre istituzioni britanniche presentando la carta d’identità da sempre. Personalmente una volta allo sportello della banca che teneva i miei risparmi la cassiera si è rifiutata di darmi i MIEI soldi perché il mio passaporto italiano non era BRITISH e quindi secondo lei era illegale. La cosa si risolse nel giro di un’ora parlando con la manager.

Sono scocciature, ma chi vive qui da tanto ha quasi certamente avuto queste esperienze. Il rischio è che diventeranno molto più frequenti. Una grossa perdita di tempo per chi ha il settled status. ma forse non l’apocalisse descritta da alcuni. Certo quando accadono a tante persone contemporaneamente sarà un po’ un disastro, purtroppo previsto e prevenibile.

Chi non ha il settled status avrà problemi molto più seri, già ora sempre più datori di lavoro chiedono il settled status prima di assumere anche se la Brexit non è ancora avvenuta. Dopo il 1 novembre diventerà sempre più normale anche se non necessario per il momento. Ma viste le pene severe per chi assume o affitta ad un clandestino molti preferiranno essere cauti e non dare lavoro a chi non ha il settled status anche prima della data ufficiale (1 gennaio 2021).

Non è nemmeno vero che dal 1 novembre occorrerà un permesso o visto anche solo per fare qualche giorno a Londra. Fino ad ora il governo ha assicurato che basterà il passaporto o carta d’identità per entrare come turisti per un massimo di 90 giorni di permanenza. Potreste però non essere più in grado di portare prodotti alimentari italiani senza dover pagare un dazio.

Possiamo consigliare a tutti coloro che desiderano rimanere di mettersi in regola e fare il settled status il prima possibile. In ogni caso gli italiani ora residenti in UK avranno tempo fino alla fine del 2020 per fare domanda.

Quello che invece dovrebbe preoccupare di piú e viene raramente menzionato è che non esiste nessuna legge che protegge i diritti dei cittadini comunitari in UK e che quindi qualsiasi ministro degli interni può spostare in futuro i paletti senza dover passare dal Parlamento, essendo la protezione solo verbale.

Si tratta certamente di una preoccupazione teorica ma indubbiamente molti che hanno lavorato 30 o 40 anni qui e si ritrovano ora vicini all’età della pensione non si sentono molto tranquilli con la paura che improvvisamente potrebbero tagliare l’accesso al sistema sanitario o cose simili a chi ha il settled status. L’altro grosso problema è che il settled status non da nessun documento che lo prova, l’unica prova esiste online e sappiamo bene che non tutti i datori di lavoro e padroni di casa vorranno andare online a controllare (tra l’altro si tratta di una procedura piuttosto complessa).

All’altro estremo, abbiamo invece gli italiani che sono completamente ignari di tutto e continuano a scriverci a chiederci informazione per trasferirsi in UK con la famiglia nel 2020. Alcuni non hanno mai sentito parlare della Brexit.

Ci sono poi anche coloro che se informati della necessità di dover fare il settled status o  un permesso di lavoro nel futuro prossimo dicono che non è vero e urlano fake news, anche se questa informazione è ufficiale e presente sul sito del governo britannico.

In ogni caso la cosa che dovrebbe essere chiara a tutti è che se avviene una Brexit il 31 ottobre, con o senza deal, non sarà più possibile venire a vivere e lavorare qui a tempo indeterminato e senza dover chiedere permessi. Anche con un deal dal 1 novembre ci saranno permessi di lavoro temporanei e non rinnovabili.

Se la ministra degli interni Priti Patel riesce a portare a termine il suo piano, solo chi ha specializzazioni richieste e un lavoro che paga bene potrà chiedere il permesso di lavoro.

L’alternativa è quella di venire a lavorare in nero come clandestini, ma a differenza degli anni ’80 quando spagnoli, greci e portoghesi, che allora non erano ancora cittadini comunitari, lavoravano felicemente per anni da clandestini, ora le retate sono frequenti e le pene severe e includono la detenzione a tempo indeterminato (uno dei pochi paesi al mondo che non ha un limite di tempo) e poi la deportazione. Inoltre padroni di casa e datori di lavoro rischiano fino a 5 anni di prigione e 20 mila sterline di multa.  Quindi non è un’alternativa consigliabile visto il clima odierno.

1 commento

  1. Mi vien da ridere perche’ ora tanti italiani che hanno fatto i furbi lavorando in nero, affittando senza contratto, mai iscritti all’AIRE e electoral register ora sono inguaiati forte 😀

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