Continuamente arrivano laureati italiani a Londra o nel Regno Unito convinti di poter trovare lavoro nel loro campo immediatamente o di cominciare con un lavoretto qualsiasi e poi trovare qualcosa nel loro campo dopo qualche mese.  Purtroppo non è sempre un piano fattibile, prima di tutto molti laureati italiani, anche se convinti di avere un buon inglese, non sono abbastanza fluent da poter lavorare in un posto di lavoro dove la comunicazione scritta e verbale  è fondamentale.  In secondo luogo, senza esperienza, raramente riusciranno a trovare lavoro nel loro campo.

Inoltre abbiamo anche l’incertezza causata da un probabile Brexit, non solo il fatto che chi arriva ora potrebbe non poter rimanere ma anche dal fatto che molte aziende si sposteranno o taglieranno il numero di personale in UK.

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Il laureato italiano arriva di solito senza conoscenze ed appoggi, che è un grosso svantaggio. Inoltre certe lauree sono difficili da piazzare anche per un laureato britannico, semplicemente perchè ci sono tanti con la stessa laurea che non è molto richiesta dai datori di lavoro.  Per esempio, molti graduate programmes cercano laureati in qualsiasi cosa per coprire qualsiasi ruolo, i laureati in materie considerate difficili come matematica e fisica sono spessi favoriti, non per avere la conoscenza della fisica ma per avere avuto il coraggio di scegliere una laurea difficile e di aver imparato a ragionare. Nessuno si aspetta un laureato pozzo di sapienza, molti vogliono uno che non ha paura delle sfide e non
si fa spaventare facilmente.

Non di rado quindi si trovano laureati in matematica o farmacologia che lavorano all’ufficio personale.  Certe lauree hanno invece la fama di essere facili e quindi sono considerate meno valide all’interno di un graduate programme.  Ricordate che certi graduate programmes hanno migliaia e migliaia di cv da selezionare, quindi non è difficile scartare subito per tipo di laurea.

lunaÈ  importante notare che al momento un ragazzo di 16 anni che esce dalla scuola dell’obbligo ha le stesse possibilità di trovare lavoro di un laureato. Quindi avere una laurea non è un vantaggio  e almeno un terzo di laureati britannici avora ha un lavoro cosidetto umile spesso anche con contratto a zero ore o a termine per il quale la laurea non serve. Ricordatevi che sono tutti madrelingua, non lo fanno per problemi linguistici. Molti sono anche sottoccupati, ovvero hanno un lavoro part-time e non riescono a trovare un lavoro full time.  In questo modo non compaiono nelle cifre ufficiali dei disoccupati, ma non sono nemmeno veramente occupati e certamente non nel campo che hanno studiato.

 

Questi sono dati da prendere seriamente, un paese dove i laureati del posto faticano a trovare lavoro può non essere il posto migliore per cominciare la propria carriera lavorativa, indipendentemente dalle storie che si sentono spesso di neo-laureati senza esperienza che approdati a Londra hanno trovato subito un lavoro da £40.000. Purtroppo nella maggioranza dei casi queste storie non sono vere o queste persone avevano comunque dell’esperienza in campi dove c’è poca competizione. Oppure lavorano nella televendita e sono bravissimi venditori, ma per fare quel tipo di lavoro non occorre avere una laurea e non tutti sono in grado di farlo.

Ci sono laureati che riescono a trovare un lavoro quasi subito, generalmente però hanno molta iniziativa e sono sopra la media. Nella City ci sono graduate programmes che offrono contratti iniziali da £40-45 mila a un neo-laureato, ci sono anche italiani che ci entrano. Ma di solito non si tratta di laureati che non trovavano lavoro in Italia e che sono stati un anno o due disoccupati prima di decidere di partire, sono tutte persone che anche in Italia lavoravano o comunque non hanno perso tempo. La City paga bene ma cerca gli high flyers da tutta Europa.

In tutti i campi i neo-laureati italiani che hanno successo arrivano già con un buon inglese, hanno finito la laurea velocemente, hanno cercato di raccogliere esperienza e si sono dati molto da fare con social media come LinkedIn. La triste realtà è che per un recruiter un laureato che ci ha messo 7 anni per finire una laurea triennale, non ha mai veramente lavorato e  ha passato 2 anni a fare il barista a Londra per imparare l’inglese non è un profilo molto interessante. I recruiters vogliono giovani motivati, con tanta iniziativa e che non hanno perso un minuto di tempo.

Non diciamo tutto questo per convincere nessuno a non partire per Londra o il Regno Unito, ma solo di partire un po’ informati della situazione reale e con i piedi ben per terra. Ci sono tanti italiani laureati che a Londra faticano anche a  trovare lavoro da cameriere, è quindi fondamentale partire informati.  Per alcuni venire nel Regno Unito  e spendere 3000 o 4000 euro e poi tornare in Italia non è un grosso problema, per altri sono tutti i risparmi che avevano. Altri diranno che va benissimo trovare un lavoro qualsiasi e che poi tramite la meritocrazia si può trovare un lavoro nel proprio campo.

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Questo ragionamente funzionava nei periodi di boom (e non sempre comunque), ma ora quando non c’è grosso movimento di personale e in certi settori ci sono  persone con esperienza senza lavoro o sottoccupate, diventa più difficile fare un progetto di questo tipo. Inoltre più passa tempo dalla laurea e più diventa difficile trovare un lavoro in quel campo. Indubbiamente alcuni  riusciranno a fare carriera nel settore per il quale lavorano nel Regno Unito, molto spesso la ristorazione, ma anche customer service o vendita al dettaglio, nella maggioranza dei casi la potevano anche fare senza una laurea. E non tutti i laureati italiani vengono a Londra per diventare manager di una filiale di McDonalds, non che ci sia niente di male, ma ci scrivono sempre tanti italiani arrabbiati e delusi convinti che sia una questione di discriminazione che anche con lauree e master non riescono a trovare lovoro se non in ristoranti. Rispettiamo il fatto che non tutti vogliono fare carriera nei fast food, ma crediamo che se si vuole una cosa bisogna anche prepararsi bene e non partire allo sbaraglio pensando che la laurea e poco altro aprirà tutte le porte.

Quindi alcuni laureati italiani che arrivano senza esperienza riescono a lungo termine a sistemarsi,  ma bisogna essere consapevoli che c’è un grosso elemento di rischio, s sopratutto se si parla di lavoro che paga abbastanza per vivere e non contratti a zero ore e part time che sono  invece in aumento.

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