Luglio 2017
Ho trovato lavoro come support worker attraverso una agenzia che mi ha fatto avere il colloquio e in quattro e quattr’otto ho passato il colloquio e organizzato il mio trasferimento. Arrivato lì, ho trovato casa attraverso SpareRoom e poi, un mese, ho lasciato perché non mi trovavo bene e ho vissuto con una famiglia inglese molto accogliente per otto mesi. Attraverso un amico, ho trovato un sharehouse e c’ho vissuto per un anno. Ora convivo con la mia compagna, conosciuta qui (lei è delle Filippine), in un’appartamento ad Hastings nel Sud dell’Inghilterra.
Attraverso un’agenzia di reclutamento a Londra che cercava Support Worker da inserire in alcune care home gestite da compagnie private a Crawley, vicino l’aereoporto di Gatwick.
Poco. Su questo sono stato fortunato ad averlo trovato prima di trasferirmi in UK.
Sono psicologo, iscritto all’ordine degli psicologi della Campania con esperienza pratica fatta durante il tirocinio post-laurea di un anno.
Abbastanza buono, ma ho dovuto studiare e migliorarlo con il tempo.
Ho iniziato a lavorare come support worker per acquisire più esperienza possibile sul campo. In Inghilterra c’è molto richiesta di support worker ed è un buon training PAGATO per fare esperienza con pazienti che hanno Autismo, Disturbo dell’apprendimento, ADHD etc. Ora lavoro come Psychology Graduate Support Worker, un lavoro che mi consente di lavorare a contatto con psicologi, di arricchire la mia conoscenza e esperienza (conduco gruppo di support psicologici con pazienti con Mental Health Issue, mi occupo della functional behaviour analysis, pratica molto utilizzata qui per analizzare la funzione dei comportamenti Challenging messi in atto dai pazienti, etc.). Nel frattempo, aspetto di essere registrato come Clinical Psychologist presso L’Health and Care Professions Council per poter poi trovare un lavoro effettivo come psicologo. Dovrei avere una risposta nelle prossime settimane in merito (coronavirus permettendo)
Positiva per l’esperienza che ho acquisto e perché mi è stata data la possibilità d’imperatrice e di sbagliare, cosa che invece non ho riscontrato in Italia. Qui ho un lavoro, la possibilità di costruire un futuro con la mia compagna cosa che, onestamente, non riesco a vedere in Italia. Lavorando qui sono riuscito ad aiutare la mia famiglia anche economicamente, cosa che avrei fatto fatica a fare vivendo in Italia. Dentro di me, onestamente, mi farebbe piacere tornare a vivere in Italia. Più che altro perché ritengo che la qualità della vita sia meglio. Cibo, paesaggi, calore della gente cosa che in UK mancano davvero.
Si certo lo consiglierei. Qua le opportunità ci sono e c’è più meritocrazia (se sei davvero bravo, fai strada) ma non pensate di arrivare nel paese dei balocchi..anzi. In UK ci sono meno diritti per i lavoratori rispetto all’Italia, specie se sei straniero. Molto spesso preferiscono dare più spazio agli inglesi e non agli stranieri perché non si fidano della nostra formazione e conoscenza. Gli inglesi poi sono molto classisti: per loro è importante il ruolo che ricopri piuttosto che la tua conoscenza effettiva. Dopo tre anni che vivo qui, mi sono spesso sentito poco considerato quando davo delle valutazioni sull’utenza solo perché non ero ancora riconosciuto come psicologo in UK. Non tutti gli inglesi sono così e dipende molto da chi incontri etc. Bisognerà inoltre vedere cosa succederà con la Brexit e il tipo di accordi che prenderanno.
Aspettate di capire quali saranno gli accordi tra UK e UE e come si risolverà questa situazione d’incertezza. Toglietevi dalla testa l’idea che questo paese sia il paese dei balocchi, perché non lo è.

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