Un imprenditore italiano racconta la sua esperienza

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Quando sei venuto/a a Londra/Regno Unito?

2 anni fa.

Come hai cercato una sistemazione fissa e hai avuto problemi?

L’ho cercata attraverso le conoscenze (gli “amici, degli amici, degli amici…”), praticamente degli estranei che diventano inconsapevolmente i tuoi angeli custodi. Perché, sapete come si dice, “con i soldi compri quasi tutto, con le relazioni arrivi dappertutto”!

Come hai cercato lavoro?
L’ho creato, aprendo autonomamente un’azienda. Cosa economica e molto più conveniente che in Italia… Anche in vista di Brexit, con tassazione che si abbassa e tutela verso chi porta tassazione.

 Quanto tempo ci hai messo a trovare il tuo primo lavoro?

Nel mio caso la domanda dovrebbe essere “quanto ci hai messo a trovare il primo cliente?” Il tempo di un caffé.

Che tipo di esperienza di lavoro o titoli di studio avevi all’arrivo?
Laurea umanistica e dieci anni di libera professione in Italia.

Foto: © Copyright Ben Gamble and licensed for reuse under this Creative Commons Licence.

Come era il tuo inglese scritto e parlato al tuo arrivo?

Fluente, la difficoltà è stata calibrare le infinite sfumature paraverbali che si trovano nella City in cui pochi, pochissimi, sono inglesi, mentre molti sono stranieri che parlano, chi bene chi meno bene, inglese.

Quale e’ stato il tuo primo lavoro? E che lavoro stai facendo adesso?

Il mio primo lavoro è stato fare consulente in materia di comunicazione ad una newco italiana a Londra. Londra ha espanso il mio business mettendomi nelle condizioni di esprimermi oltre ciò che il mercato italiano richiedeva e inventando servizi e linee di prodotto che in Italia mai sarei arrivato a concepire.

Come definiresti la tua esperienza a Londra/Regno Unito fino ad ora? E per quali motivi?

Un sogno realizzato, perché non trovo una singola ombra nella mia esperienza: per chi ha voglia di fare, di imparare, di mettersi in gioco, di crescere… Questa è la Terra dei Sogni.

Consiglieresti ad altri di partire per Londra/Regno Unito e per quali motivi?
Per Londra sì, per il Regno Unito dipende. Per Londra sì se si ha voglia di lavorare e guadagnare, mentre il resto di UK non offre necessariamente proporzionali opportunità. Per il Regno Unito sì, se si vuole vedere e conoscere la vera cultura britannica, perché a Londra di “inglese” propriamente detto c’è davvero poco.

 Potresti dare due consigli utili a chi deve ancora partire?

Consolidate le basi di inglese prima di partire per Londra, questo vi permetterà di bypassare i lavori più umili ed accelerare l’inserimento attraverso le relazioni che è molto facile creare qui. Evitate, una volta arrivati, di attaccarvi come cozze al primo italiano o ai primi italiani che incontrate, visto che sono tantissimi. Questo può essere di conforto in un primo momento, ma molto limitante nel medio termine, rallentando il vostro apprendimento della lingua.

 

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1 commento su “Un imprenditore italiano racconta la sua esperienza”

  1. Avatar

    Una storia simile alla mia, anche io mi sono messo subito in proprio e dopo due anni le mie dichiarazioni reddito sono. 70 mila sterline all’anno. Non per darmi arie, sono uno qualunque ma ho capito che a Londra bisogna avere un ruolo attivo e non passivo. Creare e crearsi e non lasciarsi trasportare dalle onde

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