Regno Unito: primi segni positivi per l’economia

Andy Haldane, l’economista principale per la Banca D’Inghilterra vede i primi segni positivi per l’economia dal momento delle riaperture dei negozi.

In parte tutto questo è prevedibile visto che tanti si sono precipitati nei negozi una volta che hanno aperto, ma è troppo presto per tirare conclusioni, benché i segni di ripresa siano meglio del previsto.

La cosa che preoccupa maggiormente Haldane è la disoccupazione che sta decisamente salendo e il rischio di un lungo periodo stagnante soprattutto per l’occupazione dei giovani.

Ora molti sono protetti dalla disoccupazione grazie al Job Retention Scheme, ma da agosto la cifra pagata dal governo si abbassa da 80% al 60% e da ottobre il programma chiuderà, salvo cambiamenti. Molte aziende hanno cominciato le trattative con i sindacati per cominciare i licenziamenti.  Ora oltre 9 milioni di lavoratori sono pagati da questo programma.

I dati ufficiali per i primi tre mesi dell’anno, quindi quasi tutti prima del lockdown, cominciato il 23 marzo, danno il PIL in calo del 2,2%, il peggiore da 40 anni. I dati per il secondo trimeste saranno sicuramente molto peggio.

Rimane poi l’incognita del coronavirus, se è stato veramente sconfitto o se ci sarà una seconda ondata. Leicester è in lockdown per altre due settimane e si parla di lockdown locali possibili in altre zone, tutto questo influeirà sul rendimento economico.

Boris Johnson vuole a tutti i costi far ripartire l’economia velocemente per poter completare la Brexit a fine anno. Ma si tratta di un rischio enorme.

rapporto

Scritto da Daniela Mizzi

Nel Regno Unito dal 1991, grande viaggiatrice e amante dell'avventura. Lavorato in diversi settori dall'amministrazione al settore pubblicitario.

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