Il Tower Bridge è il ponte più famoso di Londra, ma forse l’Albert Bridge è il più bello e sicuramente il ponte più delicato.  Prende il nome dal marito della regina Vittoria, il principe Albert, il momento migliore per vedere questo ponte è dopo il tramonto, quando  oltre 4000 luci lo illuminano. Ma i suoi colori pastello giocano con la luce del sole a qualsiasi ora, è un ponte da vedere diverse volte, con il sole, la luna e le nubi.

L’Albert Bridge collega Battersea a Chelsea ed è una modifica di un ponte strallato ma fu modificato diverse volte vista la sua instabilità. Inizialmente si pagava per passare sul ponte ma la cosa non ebbe molto successo e dopo sei anni diventò un ponte aperto al pubblico.

Foto: © Copyright Peter Trimming and licensed for reuse under this Creative Commons Licence.

Se il ponte ha un look delicato non è un caso, questa struttura è sempre stata delicata e tremolante fin dall’inaugurazione nel 1873. La cosa è peggiorata con l’avvento dell’automobile e dei mezzi pesanti. Soprattutto le SUV guidate dagli abitanti danarosi di Chelsea.

Un altro problema era che il ponte era usato dalle truppe della caserma di Chelsea per attraversare il Tamigi, e centinaia di uomini in marcia erano un pericolo per il ponte. Per questo motivo vedete ancora dei cartelli che istruiscono le truppe a non marciare sul ponte.

Un’altra cosa che rovina il ponte è l’urina dei cani portati a passeggiare da Chelsea a Battersea Park, in poche parole la pipì dei cani infatti corrode il legno della struttura.

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Negli anni ’50 il ponte doveva essere demolito, ma una vigorosa campagna da parte di eminenti sostenitori, tra cui il poeta John Betjeman, che si batteva a quei tempi contro la distruzione di molti edifici storici,  ha fermato la demolizione.

Nel 1973 sono stati messi dei pilastri per irrobustire il ponte che rimane comunque il meno usato dei ponti londinesi. Fu chiuso per restauri recentemente per un anno e riaperto ufficialmente nel 2011 da due cani della Battersea Dogs Home, chiamati giustamente Prince e Albert.