“Se mi accontento in Italia come mi accontento qui, vivrei molto meglio”
“Se mi accontento in Italia come mi accontento qui, vivrei molto meglio”

skyDa quanto tempo sei a Londra/UK e come ti trovi?

Sono a Londra da 3 mesi e mi  trovo male

Che aspettative/piani avevi al momento della partenza?

Trovare un lavoro che in Italia non trovo

Quanto pensi di rimanere e se vuoi andare via, dove andresti?

Torno in Italia, se mi accontento in Italia come mi accontento qui, vivrei molto meglio

Che lavoro fai e come l’hai trovato?

Ora faccio la cameriera per un ristorante di hamburger, un lavoro umiliante

Che tipo di lavoro volevi?

Foto: © Copyright Christine Matthews and licensed for reuse under this Creative Commons Licence.

 

Sono laureata in architettura, voglio lavorare in quel campo, per fare la cameriera lo posso fare anche in Italia. Non sono qui per piacere

In base alla tua esperienza, consiglieresti ad altri di venire a Londra/UK e perche’?

No, gli italiani a Londra sono molto infelici, non vengono trattati bene e non hanno il lavoro che vorrebbero

In generale, quali sono i lati positivi della tua permanenza a Londra/UK?

Nessuno, prima torno in Italia, meglio è

Sempre in generale, quali sono invece i lati negativi?

Tutti è una città brutta e fredda

Se  abiti in UK e vuoi anche tu raccontare la tua esperienza puoi compilare questo breve questionario

Queste sono risposte al nostro sondaggio e non necessariamente sottoscriviamo a ciò che viene detto, pubblichiamo le risposte per dover di cronaca e per dare la parola a tutti

admin

Autore per pagine generiche e di informazione

10 Commenti

  1. Vuol dire che non vali molto, sorry. Laureato in architettura trovai lavoro a Londra in meno di 2 settimane, cercano in continuazione. Se hai avuto un’esperienza negativa, fatti un esamino di coscienza e chiediti come mai tutti gli altri ci riescono e tu no.

  2. Capisco molto bene di cosa stai parlando e spero che come me, altre persone leggano oltre alle tue brevi risposte. Sei stata molto diretta, sincera e veritiera e si sa, ai molti, piace farsi raccontare la storiella con finale felice.

    All’analfabeta che ha scritto qui sotto, vorrei chiedere dove sono tutte queste persone che ce l’hanno fatta?! E tu, ce l’hai fatta che parli del passato? E grazie a chi? Grazie a quale portafoglio? Almeno inizialmente, non credo al tuo ad essere sincera. Le tue risposte fanno eco ad altre migliaia di risposte stupide che si possono leggere online.

    Certo, c’è più meritocrazia se ce la fai, SE, perché come dice bene la ragazza nell’intervista, noi italiani oltre a non essere trattati bene (e non solo dagli inglesi) sappiamo, senza fare troppe ricerche a quali categorie apparteniamo una volta giunti oltremanica. Le uniche condizione che ti permettono di fare scelte (iniziali o esistenziali) differenti sono due: o la tua azienda ha delle filiali a Londra per cui vieni trasferito e mantieni la tua posizione più o meno di prestigio, oppure hai un genitore o comunque una condizione economica che ti permette di vivere in quella che diventarà la “meravigliosa” Londra. Diversamente, viverci senza grandi possibilità, ti mette di fronte a una realtà e a scelte ben differenti, ma lei Architetto, probabilmente si è risparmiato la fase peggiore…naturalmente buon per lei, ma eviti di fare altri commenti simili. La gente non va umiliata (pensi al fatto che probabilmente l’architetto intervistato è professionalmente migliore di lei), ma aiutata a capire.

    Su, facciamola finita una volta per tutte. Vivere a Londra dignitosamente vuol dire portare a casa uno stipendio di un certo tipo. Agli altri è concesso lamentarsi. Mettiamola così.

    Soprattutto, se siete tra coloro che vorrebbero trasferirsi all’estero, diffidate di chi vi racconta che ha fatto la valigia ed è partito all’avventura, di chi ha fatto tutto da solo e di chi vi dice che qui tutto è meraviglioso, perché semplicemente non è così.

    Arrivederci Architetto!

    • Stai pure tu generalizzando come se la tua esperienza fosse la sola al mondo. Io e il mio fidanzato ci siamo comprati casa in novembre, abbiamo 25 e 27 anni, non siamo raccomandati o figli di nessuno di speciale. Anzi, lavoriamo da quando avevano 19 anni, abbiamo accumulato esperienza che in Italia non ci portava da nessuna parte e a Londra possiamo utilizzare bene e dopo due anni ci sentiamo sistemati. NON SIAMO I SOLI, di stranieri come noi ce ne sono a bizzeffe, non ci lamentiamo su internet e veniamo notati di meno. A Londra non trovi la perfezione, ci mancherebbe, ma darsi da fare e avere idee funziona, mentre lamentarsi no mai.

      • Hahahah caspita che bravura la vostra! 25 e 27 anni e vi siete già comprati casa? A Londra? Dopo soli due anni? Ok, in quale periferia siete finiti? E il deposito per l’acquisto? Ottimo, facendo due calcoli in 6 anni di lavoro e 8 il tuo fidanzato, avete messo ALMENO £20/30.000 di deposito (e spese di agenzia varie) (l’acquisto di un appartmento e neanche tanto grande a Londra città, si aggira tra i £500.000 e £1.000.000 – e molto oltre). Ma bene, continiuamo la sagra della bugia, tanto su internet, si possono omettere informazioni preziose. Ottimo. E messi via i soldi per l’acquisto dell’appartamento, come siete sopravvissuti nel frattempo? Il costo della vita è davvero elevato e senza avere particolari vizi. L’unica spiegazione e che siate tra i fortunati che hanno uno stipendio che si aggira intorno ai £2.500 al mese a testa…a 25 e 27 anni? Mahh…

        Comunque sia, c’è molta gente che lavora duro come voi perché qui non hai altra scelta, a meno che, come dicevo precedentemente, non si abbiano possibilità economiche differenti. Purtroppo però, molto spesso l’esperienza non va di pari passo con l’aspetto economico.

        La lamentela crea confronto e miglioramento e mi sembra che i lamentosi di cui parli, non godano di tutta questa popolarità di cui stai parlando. Sono persone che come te, condividono o meno la loro esperienza con i loro connazionali.

        • Trovo noioso che ogni volta qualcuno dice di aver raggiunto i propri obiettivi viene accusato di essere raccomandato o bugiardo. Tanti di noi ci sono riusciti nel nostro campo senza aiuto da famiglia, parenti o politici. Avevo anche mandato un post a questo blog perche’ onestamente siete una noia. La storia dei due ragazzi non e’ per niente improbabile, in certi settori 2500 al mese alla loro eta’ non sono per niente impossibili, anzi sono la norma, non sai nemmeno che fanno, potrebbero essere nelle vendite o IT…per esempio. Mio marito in IT faceva quasi 3000 al mese a 25 anni, 10 anni orsono e non e’ un figlio di papa’. Ci sono anche schemes per first time buyers e altri modi per comprare casa. Insomma…senza sapere tutta la storia non si puo’ dare dei bugiardi alla gente.

          • Per quanto ne so io, i soldi non crescono sugli alberi e la matematica non è un’opinione. Poi che i lettori, traggano le loro conclusioni.
            Poi appunto come abbiamo detto entrambi, mancano dei dettagli fondamentali per poter giudicare…ma a me il dubbio rimane.

            Mi chiedevo… ma se siamo una noia (ah scusa, tu sei della categoria ricchi annoiati), perché continui a leggere questo blog? Una donna realizzata con un marito realizzato, potrebbe trascorrere il proprio weekend a fare qualcosa di più costruttivo e interessante piuttosto che leggere di questi poveri falliti lamentosi.

            Buone cose a tutti 😉

            • Non considero nessuno fallito, mi lamento di coloro che accusano subito di essere raccomandati appena si dice di essere contenti.

              • Non c’è bisogno di essere raccomandati. Basta avere qualcuno che ti rassicura economicamente a fine mese per sentirsi ‘sistemati’ e alleggeriti dai problemi (che aimé tutti hanno, nessuno escluso).

                La realtà è ben diversa. Buon per loro comunque, se alla loro ‘tenera età’ hanno realizzato tutti i loro sogni londinesi ma gli ostacoli di uno straniero in terra straniera rimangono e di testiminianze è pieno il mondo.

                • Purtroppo non e’ il caso mio, non ho avuto nessuno sponsor per venire a Londra. I miei non hanno grandi mezzi e non sono mai stata viziata. In tutti gli anni che sono a Londra (parecchi ormai) sono arrivata alla conclusione opposta, sono proprio coloro che non hanno il famoso sedere parato che spesso ottengono maggiori risultati. Soprattutto se si vede il punto di partenza. Arrivare spesati dai genitori con la laurea dalla Bocconi e trovare un lavoro alla City non e’ secondo me un grande risultato. Non credo nemmeno che arrivare qui senza parlare una parola di inglese a fare il lavapiatti sia la mossa giusta.La storia del self made man e’ piuttosto rara e un po’ una favola, il mito del se lavori tanto la meritocrazia ti premia e’ una balla bella e buona. Bisogna darci sotto prima di partire, per non partire da una cucina di ristorante, se non si vuole lavorare in quel settore. E si puo’, come se si puo’…anche senza tanti mezzi. Di persone che con determinazione, intelligenza e preparazione sono arrivate dove volevano arrivare senza spinte, aiuti da genitori o raccomandazioni, ne ho conosciute tantissime. E queste non sono favole.

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