Se non vi piace stare qui, tornate in Italia

Ci arrivano sempre messaggi sui social media e email che dicono che non possiamo criticare Londra e il Regno Unito perché siamo ospiti, immigrati ecc. ecc. Alcuni ci hanno anche augurato di essere sbattuti fuori come traditori o per pubblicare fake news per scoraggiare gli italiani a venire. Perchè ‘vogliamo tenerci Londra tutta per noi!

Un paio di precisazioni tutti gli articoli che pubblichiamo di notizie provengono da fonti attendibili, spesso la includiamo nell’articolo ma questa viene ignorata. Addirittura siamo stati accusati di fake news quando abbiamo pubblicato notizie dal governo con tanto di link al sito governativo. 

In secondo luogo le esperienze personali che pubblichiamo, non sono fake news sono esperienze personali e non sono tutte uguali. Non siamo tutti uguali. Non sono nemmeno notizie e non intendono esserle. Se leggete in fondo all’esperienza si trova un disclaimer. Abbiamo una sezione del sito aperta agli interventi personali che prosegue la tradizione del nostro vecchio forum che iniziò nel 1998. Preferiamo tenere la censura al minimo per dare la parola a tutti, e se non siete d’accordo con qualcuno dovrete anche imparare a convivere con il fatto che non tutti vedono il mondo esattamente come voi. 

Riguardo al fatto che non dobbiamo criticare niente perché siamo ospiti e se non ci piace dovremmo tornarcene in Italia beh amici miei non sono proprio d’accordo. Tutte le persone che collaborano a questo sito non sono ospiti, alcuni hanno anche la naturalizzazione britannica. La persona che vive da meno tempo, ci vive  da 23 anni. Abbiamo anche una nonna tra i nostri collaboratori in UK da 45 anni, figli britannici e nipotini ancora più britannici.

Per quanto mi riguarda la mia dolce metà è medico ospedaliero e rischia la vita tutti i giorni in questo periodo, ho quindi tutto il diritto di esprimere dubbi sul fatto che non hanno mascherine e PPE. E dopo 29 anni a pagare tasse ho senza dubbio guadagnato abbastanza punti per poter essere obiettiva e non dire solo che qua è sempre tutto una meraviglia. Né dover sempre fare paragoni con l’Italia, paese che in linea di massima conosco anche poco ormai.  Poi se volete sbattermi in Italia, fate voi, la mia famiglia vive qui, non metto piede in Italia da quasi 8 anni. Abbiamo perso diversi collaboratori, spaventati dal tono di messaggi ricevuti. 

La cosa ironica è che tanti che urlano e sbraitano tanto vivono in Italia o sono in UK da poco , un paio di anni al massimo. Ovviamente le nostre visioni non combaciano. Anche io quasi 30 anni pensavo qua fosse il massimo e ascoltavo i racconti dei vecchi immigrati italiani con sorpresa. Non tutti erano entusiasti come me, ricordo il mio primissimo boss italiano che mi disse che questo paese era una fregatura per i lavoratori. Non lo ascoltai molto presa dall’entusiasmo, ma nemmeno gli dissi che non capiva niente.

Però me ne accorsi quando al mio secondo posto di lavoro non avevo ferie pagate. Le ferie pagate furono imposte dalla direttiva europea del 1998, prima di allora erano solo facoltative, se un datore voleva pagarle poteva farlo ma non doveva farlo. Mi ricordo anche un immigrato indiano che lavorava da 18 anni senza un giorno di ferie pagate tranne il giorno di Natale (siamo nel 1995 circa e non nel 1855). Mi disse la solita storia del ‘sono immigrato e non posso lamentarmi, devo accettare tutto senza fare storie’. 

Da allora hanno messo le ferie pagate e la minimum wage e le cose sono migliorate un po’ ma altri problemi come i pochi diritti degli inquilini, la malattia pagata poco e tanti altri sono rimasti. Essere immigrati non vuol dire accettare tutte le ingiustizie anche per il semplice motivo che in questo modo diamo ragione a chi dice che gli immigrati vengono a lavorare per qualsiasi condizione e paga e di conseguenza rovinano le cose a quelli del posto. Si tratta allora di darsi la zappa sui piedi due volte.

Ma poi alla fine fate voi, noi veterani e ultra veterani abbiamo le nostre esperienze e voi che siete qui da poco o siete ancora in Italia dovrete fare le vostre. Ma come non ho zittito io i veterani ai miei tempi, non dovreste farlo neppure voi. Potete sempre pensarla diversamente ma il rispetto ci deve essere sempre. 

 

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