Sono per il Remain e non il #Brexit

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brexitNon tutti sono particolarmente innamorati della UE allo suo stato attuale, non ci sono dubbi ma come italiani immigrati in un paese della UE penso  saremmo ipocriti a sperar di uscire dalla UE, anche se molti o alcuni di noi potranno comunque rimanere.

Molti di noi hanno tratto beneficio dalla libertà di movimento nella UE e non sarebbe giusto negarla ora ad altri.  Ci sono molte voci di italiani che per diversi motivi vorrebbero  un Brexit, non sono  una di loro.

Ci sono invece a mio avviso diversi motivi per voler rimanere:

1)  non mi è piaciuta per niente la campagna elettorale. È già difficile dover accettare il fatto che molti di noi non possono votare anche dopo aver pagato anni o anche decenni di contribuiti. Ma dover ascoltare per mesi ormai come noi immigrati abbiamo rovinato il paese è veramente pesante.

Per paura di perdere i voti populisti, pochi, veramente pochi politici si sono schierati a favore dell’immigrazione. Una che l’ha fatto  è stata uccisa per strada il 16 giugno. Sarà un caso, ma non si può appoggiare tale campagna in un paese civile.

2) il referendum è praticamente tra due fazioni del partito conservatore. Un mostro creato da David Cameron semplicemente per domare il gruppetto di deputati conservatori anti-EU e soprattutto zittire il partito UKIP che vuole uscire dalla UE e che ha rubato voti ai conservatori.

David Cameron ha già vinto due referendum (quello per l’indipendenza scozzese e quello per cambiare il sistema elettorale) ed era convinto di spuntarla facilmente. Invece ancora adesso non ha la certezza di farcela. Alla sua opposizione si trova il stranamante carismatico Boris Johnson, che fino a febbraio 2016 era per rimanere nella UE ma che ha visto l’opportunità di diventare primo ministro, sua ambizione da tanto tempo.

3) se vince il Brexit ci troveremo probabilmente con la fazione Johnson-Gove-IDS e Patel al governo. Almeno 3 di queste persone hanno detto in diverse occasioni che il loro motivo per uscire dalla UE è poter eliminare le leggi sul lavoro imposte dalla UE e poter far entrare immigrati extracomunitari con meno o privi di diritti con visti brevi. Non condivido quindi l’opinione di tanti italiani che pensano che uscire dalla UE significherà stipendi alti e maggior diritti sul lavoro.

4)  nessuno ha messo in chiaro che succederà agli europei in UK. Anche se ci sono diverse teorie e tanta speculazione, nessuno può dire con esattezza che succederà ai tanti italiani che hanno fatto del Regno Unito casa propria.

Si, sappiamo che molti potranno rimanere chiedendo la cittadinanza, ma bisogna essere anche preoccupati per i tanti italiani venuti negli ultimissimi anni che hanno investito tutte le loro energie e risparmi per costruirsi un futuro in UK. Molti di loro si trovano senza risparmi per poter ricominciare da zero altrove e non pochi hanno famiglia.

5) ci sono preoccupazioni reali per l’economia e anche del fatto che molti italiani lavorano in settori che non avranno vantaggio a restare nel Regno Unito perché hanno bisogno di accesso al mercato unico europeo e accesso a personale che parla lingue europee e conosce i mercati dei diversi paesi della UE.

Inoltre il campo per il Brexit non ha dato nessuna sicurezza che l’economia andrà bene, anzi persone che vogliono uscire come Iain Duncan Smith ci hanno assicurato che dovremo affrontare anni di atroce austerity prima di essere indipendenti e nuovamente ricchi. Ma che alla fine il gioco vale la candela perché i britannici saranno liberi.  Come immigrati siamo in genere  poco interessati al Regno Unito indipendente e sovrano ma molto di più all’economia e al fatto che non vogliamo essere visti come ospiti non graditi.

 

 

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