Da qualche giorno si parla su come segnare il momento dell’uscita del Regno Unito dalla UE. Una delle proposte è quella di far suonare tutte le campane del paese con alcuni che vorrebbero che la gente andasse anche nelle piazze a festeggiare. 

Chi vuole disperatamente la Brexit vede le 23 del 31 gennaio come un momento importantissimo che alcuni ritengono essere paragonabile alla vittoria della Seconda Guerra Mondiale. Alcuni parlano di fine dell’invasione, giorno dell’indipendenza e l’inizio di un’era d’oro per la Gran Bretagna. 

Per celebrare l’occasione ci saranno comunque nuove monete da 50p e prossimamente un grande festival del Brexit.  Da notare che le monete sono state fatte e rifatte ormai tre volte con il fatto che la data della Brexit era slittata due volte. 

Alcuni deputati hanno chiesto di far suonare il Big Ben (che sarebbe la campana, non l’orologio) per questa occasione ma la povera campana si trova in riparazione da qualche anno e per rimetterla in sesto solo per questa occasione costerebbe mezzo milione di sterline. Infatti occorrerebbe avere una impalcatura apposta. 

il 14 gennaio il premier Boris Johnson ha affermato in televisione che esiste una raccolta di soldi per far suonare il Big Ben (che forse dovrebbe chiamarsi la Big Ben visto che è una campana) organizzata da diversi deputati. Non c’è voluto molto per sapere che non era vero, ma ormai sappiamo tutti che Boris Johnson ha il brutto vizio di inventarsi le cose di sana pianta. È quindi probabile che il Big Ben non suonerà il 31 gennaio, ma ci saranno comunque altre iniziative anche a livello locale.

Sul sito GoFundMe ci sono diversi tentativi di fare crowdfunding per questa nobile causa, ma quello che ha più successo ha raccolto £215! 

Ci sono comunque numerose critiche su questi festeggiamenti. Prima di tutto il risultato del referendum era quasi di 4 anni fa e ultimi sondaggi presentano una situazione diversa. Inoltre ha vinto la Brexit con il 51,9% dei voti e si trovano dunque almeno 48.1% degli elettori che hanno votato contro.

Il paese è spaccato in due da allora e fare una grande celebrazione non farebbe molto per unirlo. Poi ci siamo anche noi, cittadini UE, che non abbiamo nemmeno potuto votare per le nostri sorti e che come hanno osservato  diverse persone non è esattamente piacevole trovarsi in mezzo a questa retorica che festeggia la fine “dell’invasione”. 

Per rimanere sempre aggiornato puoi iscriverti alla nostra newsletter gratuita!

Ultimo aggiornamento 2020-02-17 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API

Commenta