giornata della lingua inglese

Testimonianze di alcuni italiani sulla situazione in UK per il #coronavirus

Abbiamo alcune testimonianze interessanti che sono troppo lunghe per un tweet ma che vorremmo condividere. Con questa crisi  molti italiani in UK ci fanno ora vedere un lato del Regno Unito che spesso non veniva condiviso. Siamo abituati a leggere testimonianze di italiani che parlano di grande meritocrazia, opportunità per tutti, servizi pubblici fantastici e tanto altro. Certo ci sono ancora coloro che hanno completa fiducia nel governo e sistema sanitario nel Regno Unito e abbiamo pubblicato anche le loro voci ma improvvisamente ci arrivano tutte queste testimonianze che raccontano il Regno Unito diversamente, che sta succedendo? 

Potete tutti aggiungere la vostra opinione usando il modulo qui sotto. 

Inizia Giovanna da Londra:

Dove lavoro ci hanno fornito dei computer cosicché, in caso di emergenza, possiamo lavorare da casa. Io però mi chiedo: perché il governo non sta promuovendo lo smart working dove possibile? Non oso immaginare quello che può succedere se inizia il contagio a macchia d’olio qui a Londra. Ho come la sensazione che il governo stia facendo finta di non vedere ciò che è successo in Italia. In aeroporto non ti prendono la temperatura, non importa da dove vieni tanto non ci sono controlli in merito. Se chiami l’111 e fai una domanda “non da manuale” non ti sanno rispondere e non sono nemmeno aggiornati sulle nuove misure. La gente torna dall’Italia e capita, a volte, che le viene detto di non fare la quarantena perché ritenuta non necessaria. Ah dimenticavo gli irresponsabili, come quelli che da nord scendevano al sud, ci sono anche qui: “ciao, ah ma quindi sei tornato da poco dall’Italia? Ma scusa, non dovresti essere in quarantena?” – “Sì, sono in quarantena, lavoro da casa…” – “Quindi cosa caxxo ci fai qui che non è casa tua?” Insomma, chi controlla tutte queste quarantene? No, non mi sento al sicuro. E sì, ho l’ansia tutti i giorni, ma cerco di non pensarci e di limitare le uscite e i luoghi affollati. Credo che il caso italiano debba essere preso ad esempio per prevenire e limitare il peggio. Spero che al governo ci sia qualcuno coscienzioso che metta le persone davanti e non i soldi. Oggi comunque dovrebbero dirci qualcosa.

Manuela da Londra scrive invece:

Sono tornata sabato dal Veneto, vivo e lavoro a Londra. Ho fatto tutto per bene e ho telefonato al 111 per segnalare il mio arrivo dall’Italia. Mi hanno detto che non fa niente, non devo auto isolarmi o fare test e devo solo ritelefonare se ho problemi a respirare. Ho poi telefonato nuovamente ieri e mi hanno detto di andare normalmente a lavorare. Anche se mi vengono sintomi, sono giovane e mi passeranno subito. Ma quanto irresponsabili sono questi e poi ci stanno anche prendendo in giro per essere esagerati!

 

Sara scrive da Londra:

Lavoro in un albergo nel centro di Londra, continua ad arrivare gente dalla Spagna, Francia e Germania e persino ancora dall’Italia. Nessuno si mette in quarantena, non ci sono controlli, tutto funziona come sempre, il ristorante sempre pieno e al bar tutti addosso. Certo che sono preoccupata soprattutto con la sanità che si trova qui”

Matteo scrive dall’Inghilterra:

Tutti qui sembrano sottovalutare la situazione, solamente tanto panico al supermercato: gli inglesi sembrano andare matti per la carta igienica e il sapone… Il sistema sanitario nazionale (nhs) non è pronto, tutti lo sanno ma tutti fanno finta di niente o vengono comunque ‘abbindolati’ dai politici che rassicurano che tutto sia sotto controllo… Lavoro all’aeroporto di gatwick e non ci sono controlli né in entrata né in uscita di alcun tipo; Voli da Cina continuano ad atterrare e partire fin dal primo giorno di epidemia + voli per l’Italia fino a qualche giorno fa ce n’erano una 20ina al giorno. Non c’è nemmeno sapone nei bagni pubblici e la gente una volta visitati i servizi igienici non si lava neppure le mani… Che schifo!

Maria scrive:

Facile lodare i sistemi sanitari esteri fino a quando non si usano e non dico usarli per farsi togliere un’unghia incarnita, ma per cose serie. Per esperienza personale vi garantisco che quello inglese fa veramente schifo, in un giorno normale di primavera senza emergenze fa schifo. Immaginatevi cosa sarà con questo virus. Non voglio raccontare le mie vicende personali ma non ho mai visto tanta incompetenza come nella sanità inglese. Roba da strapparsi tutti i capelli! Leggo poi su giornali italiani esperienze di medici e infermieri italiani in Inghilterra che parlano del sistema sanitario inglese come fosse una meraviglia. Ma ditemi dove si trovano questi bellissimi ospedali pubblici che ci corro!

Anche Silvia è preoccupata per quanto riguarda il sistema sanitario, meno per altre cose:

Vivo a Londra come molti italiani. Devo dire la verità, il senso civico è molto più forte rispetto all’Italia e molti escono solo per andare a lavorare. Comparato a prima Londra è vuota. L’unica cosa che mi preoccupa è ovviamente il sistema sanitario che hanno qui quindi cerco di stare attenta per quel che posso andando solo a lavoro o andare a fare la spesa.

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