Transiti, una start up per gli italiani residenti all’estero

Continuiamo a segnalare iniziative create da italiani nel Regno Unito o che possono interessare italiani che si trovano all’estero.  Ancora una volta abbiamo una start up che potrebbe interessante alcuni nostri lettori. 

Si chiama Transit, una start up nata nel marzo 2018 e che offre supporto psicologico agli italiani che vivono all’estero. Il tutto avviene tramite una sofisticata tecnologia Voip che ha permesso di trasformare una piattaforma digitale in uno studio di psicologia. Potete vedere il sito di Transiti qui

Siamo consapevoli che molti nostri connazionali si trovano in difficoltà a Londra o nel Regno Unito e spesso non sanno a chi rivolgersi. Potrebbe essere semplice nostalgia di casa o il fatto che non trovano quello che pensavano di trovare. La competizione è sfrenata e, almeno sui social, l’etichetta del fallito viene spesso data facilmente a chi non ha subito raggiunto certi traguardi o ammette di non trovarsi bene. Ci sono anche problemi di integrazione e per chi si trova nel Regno Unito l’incertezza causata dalla Brexit. 

Sempre più persone lasciano l’Italia ma le stime parlano di solo  2000 psicologi fra i 100.000 iscritti all’albo praticano terapia o consulenza psicologica online. Transiti ha accettato la sfida di confrontarsi con Internet, cambiamento epocale che interessa anche l’ambito delle relazioni umane, fornendo uno “sportello psicologico” completamente online.

Attualmente transiti si avvale di un comitato tecnico scientifico multidisciplinare formato da studiosi emeriti quali il direttore del dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino Alessandro Zennaro e il prof. Salvatore Gullo dell’Università di Palermo – entrambi esperti nella ricerca sull’efficacia della psicoterapia – la prof.ssa Roberta Ricucci, sociologa delle migrazioni, e la prof.ssa Francesca Prandstraller che insegna risorse umane internazionali in Bocconi. Il gruppo di terapeuti è formato da quindici Psicologi e Psicoterapeuti selezionati (tutti professionisti laureati e iscritti all’Ordine), con una formazione omogenea e una sensibilità particolare alle dinamiche di espatrio e alle problematiche di chi vive all’estero.

Anna Pisterzi, torinese, psicologa, psicoterapeuta e CEO di transiti, commenta:

 Se da un lato ci sentiamo global workers, liberi nel partire, cambiare meta in qualsiasi momento della nostra vita, dall’altro dobbiamo essere consapevoli che il nomadismo di oggi, nato dalla precarietà e dalla globalizzazione è un elemento incandescente che va gestito con equilibrio”.

I ricercatori che hanno indagato il ruolo della lingua in terapia hanno evidenziato come la lingua madre riesca più efficacemente a veicolare le emozioni, mentre una lingua acquisita secondariamente, seppur ben padroneggiata, risulti essere barriera per l’accesso al contenuto emozionale, diventando in certi casi un’ottima difesa dai vissuti passati. È stato infatti dimostrato che il tono emotivo di una parola in lingua madre può essere più difficile da trasmettere in una seconda lingua anche per chi la parla perfettamente.

Tutti gli incontri online effettuati durante la terapia avvengono nella d-Stanza, una stanza virtuale creata appositamente da transiti per gestire le consulenze psicologiche in luoghi e fusi orari diversi. La d-Stanza è un ambiente sicuro e accogliente, dove ci si può relazionare via Voip con il terapeuta ed è protetta da una tecnologia avanzata con crittografia end-to-end, che garantisce totale sicurezza e rispetto della privacy.  Ogni incontro potrà essere prenotato di volta in volta, con la frequenza suggerita dal terapeuta.

Transiti è partner di una sperimentazione all’interno del progetto di telemedicina dell’Asl Roma 6 che ha preso il via a inizio ottobre per la validazione scientifica di un modello di psicoterapia breve online, in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo e l’Università degli Studi di Torino. Lo studio permette di validare un modello di intervento efficace, tempestivo e capillare nel contrasto di ansia e depressione in sedici sedute online secondo un modello sviluppato e testato dal Tavistock Institute per il sistema sanitario pubblico Britannico

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