Tre anni da Grenfell Tower, come ricordare

Foto Steve Eason

Sono già tre anni dalla tragedia della Grenfell Tower, un triste fatto che ha sconvolto Londra e soprattutto la parte ovest London, dove vivo da oltre 25 anni.

La tragedia non è per noi che viviamo nel West London un distante fatto di cronaca, la torre faceva parte dello skyline a noi familiare. La gente che ci viveva poteva essere i nostri amici o i nostri colleghi. Molti di noi conoscono sopravvissuti e gente che vive nel quartiere Lancaster West, dove era la torre.

A tre anni di distanza bisogna ricordare la perdita di 72 vite e per questo questo weekend del 14 giugno ci sono occasioni per pregare e meditare, anche con il lockdown.

Non possiamo nemmeno dimenticare i due giovani italiani Gloria Trevisan e Marco Gottardi che, come tanti altri che abitavano nella torre e la maggioranza di noi italiani a Londra, erano venuti a Londra per trovare un futuro e realizzare i propri sogni. E che le loro vite  valevano molto ma molto di più di 60 mila sterline. 

Non possiamo nemmeno dimenticare che a distanza di tre anni abbiamo avuto poche risposte e tanto meno è stata fatta giustizia. Bisogna sottolineare che molti edifici simili sono ancora abitati ed il rischio di una seconda Grenfell esiste tutt’ora. 

Perché si, Grenfell Tower non è stato un incidente e tanto meno un caso.

Tutte le foto nell’articolo: Steve Eason Some rights reserved

La storia di una tragedia

Per ricordare i fatti, la Grenfell Tower era un edificio di 24 piani,  parte di un quartiere di case popolari, costruito nel 1973. Aveva 120 appartamenti, una cinquantina circa con una stanza da letto e il resto con due stanze da letto.

La maggioranza degli appartamenti era ancora ‘social housing’, ovvero case popolari, anche se parecchi erano stati comprati dagli occupanti grazie alle leggi lanciate da Margaret Thatcher, che permettevano agli inquilini di case popolari di comprare l’appartamento. Di conseguenza molti di questi appartamenti comprati erano stati rivenduti o affittati.

La struttura era solida, infatti dopo il disastroso incendio era rimasta ancora in piedi, ma aveva il neo di avere solo un’uscita. Edifici alti costruiti più recentemente devono avere due uscite, una dedicata alle emergenze.

In ogni caso tutti questi edifici alti erano stati costruiti con le misure anti incendio del tempo. L’idea era di avere ogni appartamento isolato con barriere anti incendio nei muri, in modo che un incendio in un appartamento non potesse facilmente diffondersi in un appartamento vicino. Sulla carta i vigili del fuoco avevano almeno 40 minuti di tempo per spegnere un incendio prima che diventasse un rischio agli altri appartamenti.

Foto di Steve Eason

I tanti errori che hanno contribuito alla tragedia di Grenfell Tower

Uno degli errori nella terribile notte fu quello di non cambiare l’ordine di rimanere in casa e cercare di evacuare gli inquilini. Ma nessuno aveva visto un edificio residenziale andare a fuoco in questo modo.

Il problema di fondo erano stati i lavori di rinnovo quando fu deciso di rivestire la torre con un materiale che si è rivelato molto infiammabile e che è per questo motivo era già vietato in molti paesi europei per edifici alti.

Ma a quanto pare costava meno di altri materiali in commercio. Qualcuno nel comune di Kensington & Chelsea e nelle aziende che lavorano in appalto decise che valeva la pena risparmiare e non investire in un rivestimento meno infiammabile.

Inoltre sembra che durante i lavori siano state tolte porte e barriere anti incendio e mai rimesse. Gli inquilini si erano lamentati di questo diverse volte con il comune prima della tragedia.

Il loro blog scritto prima della tragedia denuncia la mancanza di attenzione durante i lavori e il fatto che gli inquilini non venivano ascoltati. Ma non fu mai fatto niente. E il blog rimane a testimoniare che certe tragedie sono decisamente  prevedibili.

In effetti l’incendio delle prime ore della notte del 14 giugno 2017 era cominciato come tanti altri. Un problema ad un frigorifero in un appartamento al quarto piano, arrivati i pompieri, spento l’incendio, tutto sembrava normale. Quello che invece non aveva notato nessuno era che le fiamme, tramite una finestra aperta, erano arrivate al rivestimento esterno e all’insaputa di tutti avevano cominciato a diffondersi.

Da allora i gruppi Grenfell Action Group e Justice4Grenfell hanno cercato in tutti i modi di avere delle risposte e trovare i colpevoli.

Sfortunatamente il catalogo di errori non finisce nemmeno qui. Il governo e il primo ministro Theresa May furono lenti a muoversi.

Theresa May si presentò a parlare con i capi di vigili del fuoco e del comune, ma non con i sopravvissuti. Dopo la reazione infuriata dell’opinione pubblica, la May dovette incontrare alcune vittime.

Foto di Steve Eason

Qui fece la promessa che tutti coloro rimasti senza casa avrebbero avuto una nuova abitazione nella stessa zona e nel giro di tre settimane. Ma tutto ciò non successe, molte famiglie si ritrovarono a stare in camere di albergo per oltre un anno, 17 famiglie erano ancora senza casa l’anno scorso. 

Un’altra promessa era stata che se lo stesso rivestimento fosse trovato in altri edifici sarebbe stato immediatamente cambiato. Tre anni dopo circa 300 edifici abitati hanno ancora lo stesso rivestimento, in tutto si tratta di 56 mila persone a rischio.

L’inchiesta pubblica fu posticipata fino ad ottobre 2019 e quella criminale condotta dalla polizia arriverà alla conclusione non prima del 2022. La polizia ha comunicato che probabilmente al termine dell’inchiesta non ci saranno comunque arresti.

Chiaramente tutto questo non è abbastanza e  Grenfell Action Group ha detto l’anno scorso a The Guardian che “Ci incontrano in modo che possano dire di aver ascoltato ma poi non prendono le misure necessarie per realizzare il cambiamento. Non siamo ingenui e siamo disposti ad essere pazienti. Ma sta diventando sempre più evidente  che il sistema non sta cambiando abbastanza velocemente e che non sta nemmeno andando nella direzione giusta.

Bisogna ricordarsi che Grenfell Tower era nel borough di Kensington & Chelsea, il più ricco del paese e tra i comuni più ricchi d’Europa, e con un numero impressionante di edifici vuoti. Quindi possiamo solo arrivare alla conclusione che non si tratta di mancanza di risorse, ma di mancanza di volontà.

Eventi per ricordare la tragedia

Quest’anno a causa del coronavirus non ci saranno eventi per ricordare il triste anniversario ma alle 18 di domenica 14 giugno, 80 chiese di Londra suoneranno le loro campane 72 volte per ricordare tutte le vittime.  Seguiranno due minuti di silenzio. Dalle 18 ci saranno anche commemorazioni dal vivo su YouTube

Alle 22 e 30 siamo tutti invitati a spegnere la luce di casa,  aprire le tende e mettere TV o laptop vicino alla finestra e guardare il film sotto. La stanza si illuminerà di verde e sarà visibile da fuori. 

 

rapporto

  • Italiano scontento ha detto:

    Non sai che in Italia è molto peggio? Queste cose accadono sempre e un italiano non dovrebbe criticare gli altri, si dovrebbe guardare a noi e imparare da paesi meglio di noi

  • Scritto da Laura S Ambir

    A Londra dal 1984, ha lavorato in diversi settori dal marketing al recruitment. Ha anche esperienza del settore sanitario, public health e social care. Coinvolta in commissioni e dibattiti del parlamento britannico. Qualificata per insegnare inglese come seconda lingua a stranieri.

    Dee Dee è dottoranda in UK e racconta sua esperienza

    Lavoro in Scozia, dove e come cercarlo?