Quando sei venuto/a a Londra/Regno Unito?

Gennaio 2016. Vivo tra Manchester e Liverpool.

Come hai cercato una sistemazione fissa e hai avuto problemi?

Ho consultato i siti internet di alcune agenzie che offrono case in affitto nella zona dove avevo trovato lavoro. Ho avuto problemi perché l’agenzia e il proprietario hanno chiesto diverse referenze prima di concedere l’affitto, senza contare le tasse che ho dovuto pagare per ottenere il trasferimento nella nuova casa entro una settimana di tempo dalla firma del contratto.

Come hai cercato lavoro?

Ho inviato curriculum tramite internet e sostenuto colloqui via Skype.
 Quanto tempo ci hai messo a trovare il tuo primo lavoro?

L’ho trovato prima di trasferirmi in seguito ad un colloquio Skype, quindi sono arrivato in Regno Unito già pronto ad iniziare.

Che tipo di esperienza di lavoro o titoli di studio avevi all’arrivo?
Laurea in farmacia, con tesi sperimentale di un anno in ambito di ricerca e sviluppo del farmaco.

Come era il tuo inglese scritto e parlato al tuo arrivo?

Eccellente lo scritto, molto buono quello parlato.

Quale e’ stato il tuo primo lavoro? E che lavoro stai facendo adesso?

Ho iniziato da dottorando di ricerca. Il dottorato dura tre anni, e non penso di fare altro nel frattempo.

Come definiresti la tua esperienza a Londra/Regno Unito fino ad ora? E per quali motivi?

La mia esperienza è stata in gran parte deludente. Ho trovato un ambiente ostile e pesantemente burocratico, in tal senso non molto diverso da quello italiano; anzi, per molte cose ho avuto la sensazione di trovarmi in un posto in cui la burocrazia è addirittura peggiore. Particolarmente difficile è stato trovare una banca che volesse aprirmi un conto: prima hanno chiesto referenze dai datori di lavoro, e dopo averle avute hanno chiesto di avere una prova di residenza. Ho portato loro il contratto di affitto, e non è bastato, perché mi hanno chiesto una bolletta o la council tax. Tutto questo mi ha costretto a richiedere al council di residenza di fornirmi un modulo per la council tax con il mio nome sopra in 24 ore (di solito ci mettono quattro settimane), e se non lo avessi ottenuto non avrei avuto il conto in banca, e avrei perso il primo stipendio mensile. Questo è solo un esempio che ho scelto per non dilungarmi troppo su altro, ma ce ne sarebbero abbastanza da raccontare. La sola differenza che noto con l’Italia, perlomeno nel mio settore, è un maggiore rispetto per la professione del ricercatore in sé. Eppure, ciò nonostante, lo stipendio è egualmente risibile e molto spesso non hai le stesse tutele da un punto di vista della salute (tradotto: sei costretto ad eseguire certe procedure pericolose senza avere il modo di eseguirle in sicurezza).

londonConsiglieresti ad altri di partire per Londra/Regno Unito e per quali motivi?

Dipende dalle esigenze individuali, e da cosa siete disposti a lasciare. Qua si vive per lavorare, e spesso la vostra vita privata non significherà niente per il vostro datore di lavoro. Sì, se escludete la ricerca e prendete altre professioni di livello medio – alto (farmacista, infermiere, avvocato) le potenzialità di guadagno sono ottime e il lavoro si trova facilmente, ma il prezzo che dovrete pagare sarà quello di rinunciare a quasi tutto il resto. Se temete di soffrire di nostalgia cronica per il vostro paese per questioni di cibo, di bellezze naturali o di tranquillità, allora non partite, perché il Regno Unito non vi offrirà neanche un centesimo di quello che può offrirvi l’Italia per questo tipo di cose. Le persone possono essere molto fredde, completamente indifferenti, razziste, oppure darvi letteralmente il cuore e proporsi di fare tutto per voi. Dipende da quanto sarete fortunati.

 Potresti dare due consigli utili a chi deve ancora partire?

Cercate di trovare una sistemazione definitiva ed un lavoro prima di partire, specialmente se non avete possibilità economiche di potervi mantenere senza sostentamento per almeno un paio di mesi. Questo vi aiuterà tantissimo, perché senza referenze di un datore di lavoro non otterrete facilmente un affitto, né tantomeno un conto in banca. Difficilmente potrete iniziare una vita normale, insomma.

Queste sono risposte al nostro sondaggio e non necessariamente sottoscriviamo a ciò che viene detto, pubblichiamo le risposte per dover di cronaca e per dare la parola a tutti

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