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Riceviamo spesso email come queste:

“Ciao,

in linea di massima fate un buon lavoro a informare gli italiani a Londra, la cosa che mi manda in bestia è il fatto che incoraggiate gli italiani a venire a Londra a fare i camerieri, baristi e lavapiatti. Comprendo quando hanno 18 anni e vogliono farsi la vacanza lavoro, ma mi mette troppa rabbia entrare in qualsiasi bar a prendere un cappuccino e trovare solo italiani! Che figura di m***a facciamo? Non si vedono inglesi in Italia che fanno i camerieri no? Hanno tutti lavoro da tavolo e sedia comoda.  Noi italiani nn siamo da meno, anche noi dovremmo solo  uscire i nostri confini per lavoro che ci mette sotto una buona luce.  Servirebbe che siti come il tuo smettano anche di pubblicizzare lavoro in ristoranti e incoraggiassero gli italiani a trovare la propria dignità, mi vergogno  degli italiani che fanno i camerieri a Londra. Cerchiamo di essere fieri di essere italiani e diamo una buona immagine al nostro paese, per piacere. “

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“dovete far capire agli italiani che o vanno all’estero a fare lavoro serio o dovrebbero starsene in Italia. Fare i camerieri a Londra e andare a Piccadilly a mettersi in mostra sono cose per ragazzini delle superiori, non per persone adulte e vaccinate”

Foto: © Copyright Stephen Craven and licensed for reuse under this Creative Commons Licence. neal

Ogni tanto riceviamo critiche simili, molti italiani sono chiaramente infastiditi dal fatto che tanti altri italiani vanno a fare i camerieri a Londra.  Alcuni che ci hanno criticato sono italiani che vivono in Italia, che ritengono sbagliato che pubblichiamo offerte di lavoro in ristoranti, quando appunto gli inglesi non vanno in Italia a fare i camerieri. E ritengono questa cosa piuttosto offensiva.

La situazione è che molti italiani non hanno comunque la padronanza della lingua per fare altro lavoro, in ogni caso anche se l’avessero, la competizione per altro tipo di lavoro è comunque massiccia e non tutti troverebbero il lavoro in ufficio immediatamente.

Inoltre non a tutti piace lavorare in ufficio. Siamo consapevoli che molti italiani sono delusi che non riescono a trovare altro lavoro se non in ristoranti, anche quando hanno imparato l’inglese.

Mettiamo comunque spesso in guardia di questa cosa che non riflette, come pensano certi italiani in Italia, il fatto che gli inglesi vogliono che gli italiani facciano solo i camerieri, ma un mercato del lavoro molto competitivo.

Lavoro a Londra per italiani 2018: le offerte del giorno

Gli italiani che arrivano con un po’ di esperienza e un ottimo inglese, spesso non passano nemmeno dal lavoro in ristoranti, ma solitamente trovano  il lavoro che cercavano.

Oltre alle offerte di lavoro per lavorare in ristorante abbiamo tante offerte e contatti per altri tipi di lavoro incluse internship, lavoro per insegnanti di italiano, negozi, customer service, lavoro in gallerie d’arte e musei, lavoro per nanny e tanto altro.

In genere pubblichiamo lavoro per persone da poco nel Regno Unito e senza enormi specializzazioni. Siamo consapevoli che persone altamente qualificate, come per esempio in IT, e che parlano benissimo inglese avranno tanti siti e modi per trovare lavoro, visto che sono molto richieste.

Secondo la nostra esperienza chi ha bisogno di una mano a trovare il primo lavoro sono persone che non sono fluent in inglese e hanno poca esperienza.

Le nostre offerte di lavoro hanno aiutato tanti italiani a trovare lavoro, spesso si tratta di lavoro in ristoranti, non lo neghiamo, ma era il tipo di lavoro che volevano comunque fare.

12 Commenti

  1. Personalmente credo che facciate un grandissimo lavoro di Dubaiinformazione, chiarendo la realtà londinese a chi non la vive e a chi vorrebbe trasferirsi.
    Credo che l’indole italiana,sempre piu, sia quella di lamentarsi di tutto a preacindere. Se fai nero avresti dovuto fare bianco e viceversa.
    Mi trasferito a Londra 3 anni fa e pur avendo 15 anni di esperienza nell’IT, ho preferito iniziare da Caffe Nero per lavorare il più in fretta possibile..dopo 3 mesi , ho trovato lavoro nell’IT…per noi il lavoro nella ristorazione è la cosa più facile e veloce da trovare….deve essere un inizio e un aiuto, non la meta finale.
    È ovvio però, che se non si ha esperiena, e non si ha lavoro in Italia, non si può pensare di venire a Londra ( con un inglese pessimo, per giunta) e trovare lavoro da manager….Credo sia una cosa semplice da capire, ma forse non lo è.
    Comunque continuate con il voetro lavoro do informazione!!!

  2. Personalmente credo che facciate un grandissimo lavoro di Dubaiinformazione, chiarendo la realtà londinese a chi non la vive e a chi vorrebbe trasferirsi.
    Credo che l’indole italiana,sempre piu, sia quella di lamentarsi di tutto a preacindere. Se fai nero avresti dovuto fare bianco e viceversa.
    Mi trasferito a Londra 3 anni fa e pur avendo 15 anni di esperienza nell’IT, ho preferito iniziare da Caffe Nero per lavorare il più in fretta possibile..dopo 3 mesi , ho trovato lavoro nell’IT…per noi il lavoro nella ristorazione è la cosa più facile e veloce da trovare….deve essere un inizio e un aiuto, non la meta finale.
    È ovvio però, che se non si ha esperiena, e non si ha lavoro in Italia, non si può pensare di venire a Londra ( con un inglese pessimo, per giunta) e trovare lavoro da manager….Credo sia una cosa semplice da capire, ma forse non lo è.
    Comunque continuate con il voetro lavoro do informazione!!!

  3. Quando leggo queste cose, ho l’impressione che molte persone vivono in una realtà parallela in cui uno parte per capriccio o per curiosità e non per per necessità. Conosco tante persone che erano davvero esasperate dalla mancanza di lavoro in Italia e sono felici di aver trovato un lavoro, anche pesante ma che gli permette di tirare avanti senza dipendere dalla famiglia.
    Insomma… non capisco perchè giudicare male delle persone che lavorano, per come la vedo io il lavoro merita sempre rispetto.

  4. Quando leggo queste cose, ho l’impressione che molte persone vivono in una realtà parallela in cui uno parte per capriccio o per curiosità e non per per necessità. Conosco tante persone che erano davvero esasperate dalla mancanza di lavoro in Italia e sono felici di aver trovato un lavoro, anche pesante ma che gli permette di tirare avanti senza dipendere dalla famiglia.
    Insomma… non capisco perchè giudicare male delle persone che lavorano, per come la vedo io il lavoro merita sempre rispetto.

  5. Io invece mi vergogno delle persone come questo lettore, che si permette di dare del pezzente – tra le righe – a chi invece lavora onestamente ed è alla ricerca di una vita migliore. Come ha scritto l’utente flavia, il lavoro merita sempre rispetto. Io non mi vergogno dei ragazzi che lavorano nei cafè/negozi/ristoranti di Londra, anzi li rispetto molto, perché alcuni sono alla ricerca della loro strada, altri invece stanno semplicemente cercando di migliorare l’inglese, cosa che dovrebbe essere incoraggiata già a partire dai 6 anni e invece il tempo passa e i ragazzi arrivano ai 18 anni sempre con la stessa lacuna: non lo parlano. Per colpa loro, alle volte, ma ancor di più per colpa di un sistema che non incoraggia in nessun modo l’apprendimento della lingua (film doppiati, insegnanti pessimi, università di lingue con materie solo in italiano, vado avanti?) Lo sa il signor benpensante quanti sono i ragazzi in partenza per le università del Regno Unito? Tantissimi. Un’invasione. Gli consiglio di leggersi le statistiche di iscrizione alle università italiane alla fine del 2015, saranno spaventose. E poi, il paragone con gli inglesi è completamente fuori luogo: oltre ad avere un welfare (seppur con tutte le sue piaghe) che tende a creare un circolo vizioso, favorendo la disoccupazione, sono messi decisamente male in quanto ad apprendimento di lingue straniere. I giovani italiani, anche se nelle vesti di camerieri che sto tizio disgusta tanto, rappresentano il lento cambiamento cui l’Italia sta andando incontro, mentre l’email in oggetto è solo un triste rantolo di vecchiezza, conservatorismo, perbenismo e populismo da due soldi, proprio quello di cui l’Italia dovrebbe fare a meno.

  6. Io invece mi vergogno delle persone come questo lettore, che si permette di dare del pezzente – tra le righe – a chi invece lavora onestamente ed è alla ricerca di una vita migliore. Come ha scritto l’utente flavia, il lavoro merita sempre rispetto. Io non mi vergogno dei ragazzi che lavorano nei cafè/negozi/ristoranti di Londra, anzi li rispetto molto, perché alcuni sono alla ricerca della loro strada, altri invece stanno semplicemente cercando di migliorare l’inglese, cosa che dovrebbe essere incoraggiata già a partire dai 6 anni e invece il tempo passa e i ragazzi arrivano ai 18 anni sempre con la stessa lacuna: non lo parlano. Per colpa loro, alle volte, ma ancor di più per colpa di un sistema che non incoraggia in nessun modo l’apprendimento della lingua (film doppiati, insegnanti pessimi, università di lingue con materie solo in italiano, vado avanti?) Lo sa il signor benpensante quanti sono i ragazzi in partenza per le università del Regno Unito? Tantissimi. Un’invasione. Gli consiglio di leggersi le statistiche di iscrizione alle università italiane alla fine del 2015, saranno spaventose. E poi, il paragone con gli inglesi è completamente fuori luogo: oltre ad avere un welfare (seppur con tutte le sue piaghe) che tende a creare un circolo vizioso, favorendo la disoccupazione, sono messi decisamente male in quanto ad apprendimento di lingue straniere. I giovani italiani, anche se nelle vesti di camerieri che sto tizio disgusta tanto, rappresentano il lento cambiamento cui l’Italia sta andando incontro, mentre l’email in oggetto è solo un triste rantolo di vecchiezza, conservatorismo, perbenismo e populismo da due soldi, proprio quello di cui l’Italia dovrebbe fare a meno.

  7. Molti italiani sono invece felici e fieri di lavorare a Londra anche se sono lavapiatti, e’ certamente bene far presente che i ristoranti sono spesso un vicolo cieco e non tutti vogliono lavorarci tutta la vita, ma e’ l’unico modo per tanti di noi di mantenersi a Londra.

  8. Molti italiani sono invece felici e fieri di lavorare a Londra anche se sono lavapiatti, e’ certamente bene far presente che i ristoranti sono spesso un vicolo cieco e non tutti vogliono lavorarci tutta la vita, ma e’ l’unico modo per tanti di noi di mantenersi a Londra.

  9. io mi chiedo, avendo lavorato nella ristorazione di alti livelli per 15 anni, che male c’è nel fare i camerieri o lavapiatti?? Dove sta scritto che se uno ha una laurea deve per forza fare altro. Ormai una laurea ce la il 90% delle persone….io ricordo che il mio stipendio con le mance arrivava a quasi il doppio rispetto ad un mio amico che aveva studiato 30 anni!

  10. io mi chiedo, avendo lavorato nella ristorazione di alti livelli per 15 anni, che male c’è nel fare i camerieri o lavapiatti?? Dove sta scritto che se uno ha una laurea deve per forza fare altro. Ormai una laurea ce la il 90% delle persone….io ricordo che il mio stipendio con le mance arrivava a quasi il doppio rispetto ad un mio amico che aveva studiato 30 anni!

  11. Dovete sempre scoraggiare le persone a venire a Londra a fare i camerieri. A londra si viene a fare un lavoro che paga almeno 30 mila sterline lorde l’anno, si viene con un inglese ottimo, idee chiare o non si viene affatto. Ci sono troppi italiani alla deriva a Londra, non aumentiamo i numeri, per favore.

  12. Dovete sempre scoraggiare le persone a venire a Londra a fare i camerieri. A londra si viene a fare un lavoro che paga almeno 30 mila sterline lorde l’anno, si viene con un inglese ottimo, idee chiare o non si viene affatto. Ci sono troppi italiani alla deriva a Londra, non aumentiamo i numeri, per favore.

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