mentire nel cv

Ci sono italiani che consigliano ad altri di mentire nel CV, dicendo che è una cosa normale e praticamente necessaria.

Molti italiani a Londra pensano che sia facile mentire sul proprio CV perché pensano che le referenze non verranno mai controllate. In realtà molto spesso le referenze vengono controllate.

Se mentire sul proprio CV significa dire di aver fatto delle cose che non si hanno fatto per avere un lavoro, il consiglio sarebbe sempre di non farlo.

Quasi tutti i contratti di lavoro dicono che possono licenziarvi in tronco, dopo aver controllato le vostre referenze.  Inoltre sarete inizialmente in probation quindi possono mandarvi via, anche senza darvi preavviso, se ritengono che non avete gli skills che avevate dichiarato di avere.

Mentre per certi tipi di lavoro si può anche passarla liscia, visto che sono lavori che si imparano velocemente (ma allora dovrebbe anche essere possibile trovare un lavoro del genere, senza dover mentire sull’esperienza), per altri tipi di lavoro è molto rischioso mentire.

Ho conosciuto infatti persone che hanno perso il lavoro in pochi giorni per avere detto di saper usare software che non avevano mai visto, come nel caso di una ragazza che aveva detto di avere esperienza di receptionist.

In casi rari,  il datore di lavoro può anche farvi causa per aver fatto perdere loro tempo e denaro. Una ragazza italiana di mia conoscenza ha dovuto pagare 2000 sterline dopo aver mentito di saper usare il programma AMADEUS.  Un caso del genere è un caso limite, ma è sempre un rischio da tenere presente.

 

Non serve mentire nel CV e può anche essere rischioso

Molto meno rischioso è invece fare sparire lauree o altre esperienze per riuscire ad avere un lavoro meno qualificato.  Infatti molti recruiter e manager in settori come pulizie e ristorazioni preferiscono non assumere laureati e una laurea potrebbe farvi scartare subito per quei tipi di lavoro.

In questi casi basta mettere la laurea in secondo piano, con una riga sotto istruzione e titoli di studio. Molti recruiter leggono solo la parte alta della prima pagina del CV e non si accorgeranno che siete ‘overqualified’ e non dovete nemmeno mentire nel CV.

Purtroppo molti italiani arrivano con un inglese non sufficiente per giocare la carta del lavoro qualificato,  anche quando hanno titoli di studio ed esperienza devono per forza cercare un lavoro umile.

Generalmente non occorre mentire nel CV, ci sono modi per valorizzare le proprie esperienze e mettere in evidenza i transferable skills, anche senza avere esperienza diretta in quel settore.

Certo che se richiedono conoscenza SAP o Photoshop se non sapete usarlo non potete inventarvelo. Se tanto vi interessa lavorare in quel settore e vedere che la conoscenza di un particolare software viene sempre richiesta, iscrivetevi ad un corso o fate del volontariato.