“Volevo andare in quarantena ma mi hanno detto di andare a lavorare”

Continuano ad arrivare le testimonianze di italiani preoccupati perché il governo britannico non sembra voler prendere il coronavirus seriamente. 

Potete aggiungere la vostra esperienza nel modulo qui sotto 

 

Franco scrive: “sto cercando di informare amici e colleghi inglesi sul virus, ma molti rispondono che si tratta solo di un’influenza e che il sistema sanitario inglese è il migliore al mondo

Silvia scrive da Londra: “Volevo andare in quarantena ma mi hanno detto di andare a lavorare. Sono tornata da Verona domenica, volevo fare la cosa giusta e mettermi in quarantena, ho telefonato al 111 e mi hanno detto che non serve andare in quarantena di tornare a lavorare. Non posso mettermi in quarantena se mi dicono che non serve perché non verrei pagata e potrei perdere il lavoro

Rita scrive dall’Inghilterra: “Dove lavoro diverse persone stanno male, tossiscono ma non abbiamo malattia pagata e vengono ugualmente a lavorare. Ho parlato con il mio capo il quale mi ha detto che qui siamo in Inghilterra, non in Italia e non ci si ferma per delle stupidate

Alice scrive:”Rientrata a Londra da Pisa l 8 marzo. All aereoporto di Stansted non controllavano neanche la temperatura. E c’erano anche voli provenienti da Milano.. Oggi ho chiamato l 111 per una domanda veloce e mi hanno detto che non devo stare in isolamento e che quindi sto sbagliando. Ho spiegato che da due giorni è uscito il decreto su Gov Uk che chi è stato in Italia di recente deve auto isolarsi per 14 gg… l 111 mi ha detto che sbaglio ?

Silvia scrive: “Ho paura, c’era un tizio in metropolitana che tossiva come un pazzo e non si copriva la bocca. Il mio boss ha detto di continuare normalmente, devo andare a lavorare!

Alessio scrive:””Sto aspettando(ma anche NO) che la situazione CoronaVirus prenda una brutta piega anche quì a Londra…così anche gli Inglesi si svegliano e capiscono che è una pandemia e non un virus ordinario!! Il problema è che il sistema Sanitario crollerebbe dopo pochi giorni!

Giacomo scrive:”Sono rientrato dalla Thailandia una settimana fa, e da allora sono in quarantena autonoma in casa. Ci rimarrò per un altra settimana. In ogni caso confermo lo scarso e inesistente controllo negli aeroporti di Manchester.

Viviana scrive: “Sono di Milano, vivo a Londra da 20 anni e ho sempre evitato di usare NHS inglese perché rispetto al sistema sanitario milanese, sempre stato pessimo, tempi di attesa lunghissimi, mancanza di prevenzione e cattiva diagnostica. Guardate che sta facendo il virus all’ottimo sistema sanitario della Lombardia, in Inghilterra sarà un massacro e sovranisti cari miei, il vostro Boris non gliene frega niente se vivete o morite

Roberta scrive:”Non benissimo. Se nomini il virus ti senti dire “ it’s just a flu” e se ne escono con “lava le mani e nel mentre canta tanti auguri a te”. Tutto normale, la metro sempre strapiena. Nonostante i continui inviti a lavarsi le mani, non portare la mano alla bocca quando si tossisce o starnutisce vedi ogni giorno persone con tosse atroce mettersi la mano davanti la bocca (se ti va bene altrimenti nemmeno) e poi toccare i tasti della metro, maniglie e quant’altro. Per non parlare delle aziende : prima ti scrive HR che dice che ci sono precauzioni bla bla e se siamo preoccupati dobbiamo farlo sapere e quando dimostri la tua preoccupazione chiedendo di lavorare da casa ti rispondono “ eh ma non si può. Non c’è una reale emergenza”. E intanto noi siamo qui, a vedere e sentire le notizie dall Italia, impotenti mentre qui tutto scorre, è tutto normale, va tutto bene. Chi lo sa come andrà a finire. Mi sentirei più sicura in Italia in questo momento.”

Manuela scrive da Londra: “Vivo a Londra e sono davvero schifata! Lavoro nell’hospitality e mi sento davvero a rischio, ogni giorno parlo, mi interfaccio con tantissime persone, tocco i loro piatti e i loro fazzoletti. Noto che tutti i clienti continuano tranquillamente a tossire e sputare senza nessun tipo di “metodo” . Fino all’altro giorno c’era gente in ogni dove per un match di calcio, fiumi di gente intorno a me, a noi.. per tutta risposta ieri ho provato a manifestare il mio dissenso dalla condotta inglese ed il mio capo (inglesissimo) mi ha riso in faccia , passandosi il magico hand gel tra le mani e dicendomi “ma noi stiamo bene , ma di che ti preoccupi, torna a lavorare dai” . Credo che sia giunto il momento di muovere il culo , ho preso la decisione di autoisolarmi. E di tornarmene definitivamente a casa appena tutto questo finirà.

Gianni da Londra scrive: “lavoro in un coffee shop di Londra, nessun attenzione, forse un po’ meno gente ma entrano ancora gruppi di gente

Michela scrive:”La Gran Bretagna sta mostrando al mondo che non ha interesse a mantenere la salute della gente, l’unico interesse sta solo nel fare soldi

Lara scrive: “Sono tornata da Milano l’8 marzo e mi sono auto isolata anche se il servizio NHS 111 mi ha detto che non serviva, ma non me la sento di contagiare mezza Londra. senza fare tampone, non ho idea se sono positiva

Marco scrive:”Sono medico da 8 anni per un ospedale pubblico inglese e stavo pensando di tornare in Italia per la storia della Brexit. Questa è l’ultima goccia per me, un’incompetenza stratosferica.   Ora ho fatto domanda per trasferirmi e addio ingrata Inghilterra

Stefano scrive:”Sul lavoro in diversi hanno la febbre e la tosse ma continuano a lavorare, la malattia sono meno di £100 alla settimana, per forza son preoccupato

Scritto da admin

Autore per pagine generiche e di informazione

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