La casa padronale del re Edoardo III, nota anche come “casa padronale di Rotherhithe”, è un sito storico situato vicino al Tamigi a Rotherhithe, un pittoresco quartiere di Londra. Questi sono i resti di un palazzo reale di Londra che sicuramente non conoscete. 

L’origine della casa padronale di Rotherhithe può essere fatta risalire al XII secolo, quando Enrico I concesse metà del maniero ai monaci dell’abbazia di Bermondsey nel 1127. Tuttavia, la struttura attuale, risalente al 1350, fu commissionata dal re Edoardo III quando Rotherhithe era ancora un modesto borgo. La casa padronale, situata su un isolotto, presentava una serie di edifici in pietra disposti attorno a un cortile.

Il primo riferimento storico documentato al maniero di Rotherhithe risale al 1127, quando Enrico I concesse una parte della proprietà ai monaci dell’abbazia di Bermondsey. Tuttavia, la casa padronale che conosciamo oggi fu costruita molti anni dopo, intorno al 1350, su iniziativa del re Edoardo III. In quel periodo, l’Inghilterra era caratterizzata da un fervore costruttivo, con la realizzazione di numerose residenze reali e castelli in tutto il regno. La casa padronale di Rotherhithe si ergeva con maestosità come testimonianza di tale periodo.

Descrizione del maniero del re

La casa padronale di Rotherhithe era un’opera architettonica imponente. Composta da diversi edifici in pietra, la struttura si sviluppava attorno a un ampio cortile centrale. Tra gli edifici presenti vi era una maestosa sala con un imponente camino, che probabilmente serviva da luogo di ricevimento e rappresentanza. Inoltre, vi erano gli appartamenti privati del re, riservati alla sua famiglia e al suo seguito più stretto. La cucina, anch’essa presente, era uno spazio vitale in cui si preparavano i pasti per il sovrano e i suoi ospiti.

Possibile funzione della casa

La funzione esatta della casa padronale di Rotherhithe è ancora oggetto di dibattito tra gli storici. Sebbene sia improbabile che fosse un semplice casino di caccia, in quanto non era annesso a un parco reale, alcune teorie suggeriscono che potesse fungere da falconeria, un luogo dove venivano addestrati e allevati falchi per la caccia. Tuttavia, la questione rimane aperta e il mistero che avvolge la funzione esatta della casa padronale continua ad affascinare studiosi e visitatori.

Dopo la morte di Edoardo III, la casa padronale di Rotherhithe passò nelle mani dell’abbazia cistercense di St Mary Graces presso la Torre di Londra. Successivamente, nel 1399, l’abbazia di Bermondsey divenne la nuova proprietaria della casa. Nel corso dei secoli successivi, con la soppressione dei monasteri nel XVI secolo, la casa fu venduta a privati, perdendo così il suo carattere regale.

Durante il XVII secolo, il sito della casa padronale di Rotherhithe subì una trasformazione significativa. Dopo essere stata venduta a privati, la zona circostante fu destinata all’industria della ceramica. Numerose fabbriche di ceramiche sorsero nell’area, rendendo Rotherhithe un importante centro di produzione di manufatti in ceramica. Il passare dei secoli vide la trasformazione del paesaggio, con l’edificazione di magazzini nella zona circostante.

Stato attuale dei resti

Sebbene la casa padronale di Rotherhithe non esista più nella sua forma originale, alcuni resti sopravvivono ancora oggi. I muri, costruiti con blocchi di pietra bugnata al livello del plinto e pietrisco rigato per la sovrastruttura, sono una testimonianza tangibile del passato glorioso della casa. I muri nord, est e ovest sono ancora in piedi e raggiungono un’altezza notevole, fino a 3,9 metri. Tuttavia, gran parte della struttura è stata seppellita nel corso degli anni e solo gli scavi archeologici degli anni ’80 hanno permesso di conservare e preservare i resti sopravvissuti.

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